Cassazione Penale, Sentenza n. 21667/2026 del 11/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Palermo che, in sede di riesame delle misure cautelari, aveva annullato l'ordinanza del GIP del Tribunale di Trapani che aveva applicato ad Alessandro Forino il divieto di dimora nei Comuni di Trapani e Milazzo. Le imputazioni provvisorie contestavano a Forino, quale dirigente di società di navigazione concessionarie di servizi pubblici di trasporto marittimo, reati tra cui: frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.) per presunte omissioni e falsificazioni del giornale di bordo finalizzate a percepire indebitamente compensazioni pubbliche; attentato alla sicurezza dei trasporti (art. 432 c.p.) per avarie che avrebbero messo in pericolo i passeggeri; truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.) per il conseguimento di compensazioni e sovvenzioni regionali. Il Procuratore impugnava la decisione ritenendo errata la qualificazione giuridica dei contratti (concessione vs appalto), sottovalutati elementi probatori e rapporto tra avarie e corse, nonché la rilevanza delle clausole contrattuali che imporrebbero comunicazioni e deposito dei giornali di bordo.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso del Procuratore. Ha confermato la decisione del Tribunale di Palermo che aveva: 1) escluso la configurabilità del reato di frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.) perché i contratti erano stati correttamente ricondotti alla categoria delle concessioni di servizi, nelle quali il destinatario finale del servizio è l'utenza e non direttamente l'ente pubblico; 2) ritenuto non provati i gravi indizi per il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti per carenza di valutazioni tecniche idonee a dimostrare un pericolo concreto; 3) escluso la sussistenza di gravi indizi per la truffa aggravata (art. 640-bis c.p.) in mancanza di obblighi contrattuali chiari di comunicazione, dell'assenza di accertamenti tecnici sulla rilevanza delle avarie, della presenza di certificazioni formali e della scarsa incidenza delle avarie rispetto ai servizi resi, nonché dell'incertezza che la P.A. avrebbe risolto i contratti causando un danno certo. In conclusione il ricorso è stato dichiarato infondato e rigettato.
Norme richiamate
art. 356 cod. pen. (frode nelle pubbliche forniture)
La norma non è applicabile quando l'inadempimento riguarda una concessione di servizio pubblico in cui il destinatario finale della prestazione è l'utenza e non direttamente l'ente pubblico; il reato richiede che la fornitura sia diretta alla pubblica amministrazione contraente
art. 432 cod. pen. (attentato alla sicurezza dei trasporti)
Per integrare il reato occorre dimostrare un pericolo concreto per la sicurezza del trasporto; nel caso esaminato la giurisprudenza ha ritenuto insufficiente la prova in assenza di valutazioni tecniche specifiche sulle avarie
art. 640-bis cod. pen. (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche)
Le compensazioni finanziarie e sovvenzioni rientrano nelle erogazioni tutelate dalla disposizione; tuttavia la fattispecie richiede la prova del dolo e del profitto/danno derivante dall'illecita percezione, elementi che non risultavano dimostrati in presenza di certificazioni formali, omissioni non chiaramente imposte contrattualmente e assenza di accertamenti tecnici sulla rilevanza delle avarie
Massime di principio
- Distinguere sempre tra appalto di servizi e concessione di servizi: il reato di frode nelle pubbliche forniture (art. 356) richiede che la prestazione sia diretta alla pubblica amministrazione; se il servizio è rivolto all'utenza (concessione) la fattispecie tende a non integrarsi
- La mera ricezione di contributi o compensazioni pubbliche non basta a sussumere il fatto in art. 640-bis: è necessario dimostrare dolo, profitto illecito e il nesso causale con la condotta ingannevole
- Per reati che coinvolgono la sicurezza dei trasporti o l'efficienza tecnica di mezzi, le valutazioni tecniche (CTU, perizie, pareri qualificati) sono spesso decisive: l'assenza di accertamenti tecnici indebolisce fortemente le contestazioni penali
- Le omissioni sono rilevanti penalmente solo se esiste un obbligo giuridico di comunicazione o documentazione; occorre verificare il contenuto contrattuale e le disposizioni normative che impongono specifici adempimenti
- La frequenza delle anomalie e la loro incidenza rispetto al complesso dell'attività (es. rapporto avarie/servizi effettuati) sono elementi fattuali importanti: un basso tasso di guasti e la sussistenza di certificazioni formali possono ridurre la rilevanza penale delle omissioni
- La prova della conseguente lesione patrimoniale dell'ente pubblico (danno o perdita di chance riconoscibile) è necessaria per configurare il profitto/danno richiesto da reati contro le erogazioni pubbliche; l'ipotetica perdita di chance, se non prevista nelle imputazioni, può non essere sufficiente
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