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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36402/2023 del 31/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza di conferma (09/02/2020/2022) di condanna per omicidio preterintenzionale (art. 584 c.p.). L'imputato articola tre motivi: 1) questione di illegittimità costituzionale dell'art. 584 c.p. in relazione all'art. 27 Cost., sostenendo che l'omicidio preterintenzionale configuri di fatto responsabilità oggettiva e violi il principio di colpevolezza; 2) vizio di applicazione degli artt. 40 e 41 c.p. e carenza di motivazione sul nesso causale, dovendo escludersi la responsabilità per la morte sopravvenuta in conseguenza di una patologia cerebrale preesistente (neurocitoma) che avrebbe determinato lo scompenso; 3) in subordine, errata qualificazione dell'elemento soggettivo (dolo vs. colpa) e mancata applicazione dei criteri di imputazione colposa (Ronci) ove l'evento non fosse riconducibile al dolo. La difesa ha inoltre lamentato uso improprio della teoria condizionalistica e contestato la valutazione delle perizie e delle testimonianze.

La decisione

Rigetto del ricorso. La Corte di Cassazione conferma l'orientamento interpretativo prevalente secondo cui l'omicidio preterintenzionale si fonda sull'elemento soggettivo del "dolo unitario" relativo alle percosse/lesioni (art. 584 c.p.), con la previsione ex lege che rende insita nella fattispecie la prevedibilità dell'evento morte rispetto alla condotta violenta. Quanto al nesso di causalità, la Corte ritiene correttamente accertata la relazione eziologica: il pugno inferto dall'imputato ha agito in sinergia con la patologia preesistente accelerandone lo scompenso fatale; le concause preesistenti non interrompono il nesso se non sono straordinarie e sufficienti da sole a determinare l'evento. Di conseguenza viene respinta la censura sulle applicazioni degli artt. 40 e 41 c.p. e sul mancato ricorso ai criteri della sentenza "Franzese" in senso escludente. Consegue il rigetto del ricorso ai sensi dell'art. 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e la rifusione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili (tra cui liquidazione di euro 4.000,00 a favore di Osama Ben Jamil Jedidi, oltre accessori, e liquidazione a separato decreto per le parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato).

Norme richiamate

  • Costituzione della Repubblica Italiana

    La Corte valuta la questione di compatibilità con il principio di personalità della responsabilità penale e con la funzione rieducativa della pena, ritenendo che l'interpretazione giurisprudenziale dell'art. 584 c.p. (dolo unitario) sia compatibile con i principi costituzionali richiamati.

  • Codice penale

    Interpretato dalla Corte come fattispecie fondata sul "dolo unitario" delle percosse/lesioni: la legge incorpora la prevedibilità dell'evento morte rispetto alla condotta violenta, non configurando una responsabilità oggettiva.

  • Codice penale

    Richiamato per spiegare come la previsione normativa (preterintenzionalità) assorba la prevedibilità dell'evento più grave nell'elemento soggettivo del reato.

  • Codice penale

    Richiamati in relazione al nesso di causalità: la verifica del nesso è condotta su base oggettiva (procedimento di eliminazione mentale/condizionalismo). Le concause preesistenti o concomitanti non escludono il nesso se operano in sinergia, salvo che non siano sopravvenute e straordinarie e da sole sufficienti a produrre l'evento.

  • Codice penale

    Richiamato a confronto: la Corte distingue strutturalmente l'art. 586 (morte conseguente a delitto diverso dalle percosse/lesioni, con profilo colposo) dall'omicidio preterintenzionale dell'art. 584 c.p.

  • Codice di procedura penale

    Applicato per il rigetto del ricorso e la condanna alle spese processuali.

  • D.P.R. 115/2002

    Richiamati per la liquidazione delle spese di rappresentanza e difesa delle parti civili e per le disposizioni sul pagamento in favore dello Stato.

Massime di principio

  • L'omicidio preterintenzionale (art. 584 c.p.) è interpretato dalla giurisprudenza di legittimità come fondato sul "dolo unitario" relativo alle percosse/lesioni: la prevedibilità dell'evento morte è insita nella fattispecie quando la condotta è violenta.
  • Il nesso di causalità va accertato oggettivamente: concause preesistenti o concomitanti non escludono la responsabilità se hanno agito in sinergia con la condotta dell'agente; soltanto cause sopravvenute, straordinarie e autonome possono interrompere il nesso.
  • Una censura costituzionale contro l'art. 584 c.p. basata sul principio di colpevolezza è, di regola, manifestamente infondata alla luce dell'interpretazione prevalente che considera la prevedibilità dell'evento incorporata nella norma.
  • In casi con patologie preesistenti della vittima, per escludere il nesso causale è necessario provare che la patologia sia stata da sola sufficiente a determinare l'evento (fattore anomalo/assorbente), non basta evidenziare la sua mera esistenza o rarità.
  • Per la difesa, le strategie efficaci sono: contestare in modo rigoroso le conclusioni peritali (dimostrare incertezza, alternative causali credibili o lacune metodologiche), produrre perizie contrarie dettagliate e valorizzare la temporalità e la lieve entità del trauma rispetto all'evento morte.
  • Le argomentazioni che spostano la valutazione del nesso causale sul piano della prevedibilità soggettiva dell'agente (ossia sulla colpevolezza concreta) rischiano di essere rigettate se la fattispecie è ricondotta alla struttura preterintenzionale interpretata come dolo unitario.
  • La sentenza "Franzese" e i criteri di probabilità statistica/logica restano strumenti utili per valutare il nesso causale, ma non impediscono l'uso del condizionalismo: una legge scientifica anche con bassa probabilità statistica può provare il nesso se non esistono alternative causalmente plausibili.

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