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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28977/2025 del 06/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato si era estinto per prescrizione. Dal rilievo dei termini di prescrizione stabiliti dagli artt. 157-161 c.p. e dall'art. 17 del d.lgs. n. 74/2000, il reato commesso il 12/12/2012 si è prescritto il 12/12/2022; la sentenza di appello del 23/04/2024 non aveva dichiarato tale estinzione, per cui è stata annullata senza rinvio.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha dedotto la violazione di legge per la mancata declaratoria di prescrizione del reato (art. 10 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74) che si era estinto prima della pronuncia della sentenza di appello. In sostanza si contestava che la Corte d'appello, confermando la sentenza di proscioglimento del tribunale, non avesse invece rilevato che il reato si era prescritto il 12/12/2022, ossia prima della sentenza di secondo grado del 23/04/2024.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    Richiamata nel testo per indicare la natura della sentenza di primo grado (proscioglimento emesso ai sensi di tale articolo); non è stata decisiva rispetto alla questione della prescrizione.

  • artt. 157-161 cod. pen.

    I criteri generali di computo e decorrenza della prescrizione sono stati applicati per determinare che il termine di prescrizione del reato contestato è maturato il 12/12/2022.

  • art. 17 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Norma speciale richiamata per il corretto calcolo del termine di prescrizione relativo al reato previsto dal d.lgs. n. 74/2000; contribuisce alla determinazione della data di estinzione per prescrizione.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato la possibilità di proporre ricorso per cassazione deducendo l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione come motivo ammissibile ai sensi di questa norma.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 12602 del 17/12/2015 (Ricci, Rv. 266819 - 01)

    Precedente richiamato per confermare l'ammissibilità del ricorso in Cassazione quando si deduce la prescrizione intervenuta prima della sentenza impugnata; sostiene che tale doglianza rientra tra i motivi consentiti dall'art. 606, lett. b).

Massime di principio

  • Se la prescrizione del reato è intervenuta prima della pronuncia della sentenza impugnata, il ricorso per cassazione che solleva tale questione è ammissibile e può portare all'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
  • Per valutare la maturazione della prescrizione è necessario calcolare i termini alla luce degli artt. 157-161 c.p. e di eventuali norme speciali (es. art. 17 d.lgs. n. 74/2000) che incidono sul termine; occorre verificare eventuali cause di sospensione o interruzione.
  • La Corte di Cassazione, quando la domanda riguarda esclusivamente l'estinzione del reato per prescrizione e ciò è chiaramente determinabile dagli atti, può annullare senza rinvio perché non sussiste più materia su cui procedere nel merito.
  • Il difensore che rileva la prescrizione deve indicare con precisione la data dell'evento e il calcolo dei termini, poiché la correttezza del computo è decisiva per l'accoglimento del ricorso.
  • La pronuncia di proscioglimento o altre decisioni di merito non escludono la necessità di dichiarare la prescrizione quando questa si sia già perfezionata: la mancata declaratoria è motivo di cassazione.

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