Parere n. 538/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da Soc. Agriedicola s.a.s. di Ombretta Bonguerrieri, contro Comune di Grosseto, e nei confronti di Aiolo Angela titolare dell’impresa individuale Ditta L’Oasi del Goloso, per l’annullamento della disposizione dirigenziale n. 659 del 14 luglio 2022 di decadenza dell’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico permanente n. 93 del 31 dicembre 2019;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAnnullamento della disposizione dirigenziale n. 659 del 14 luglio 2022, recante la decadenza dall’autorizzazione per l’occupazione permanente di suolo pubblico n. 93 del 31 dicembre 2019, nonché l’ordine di rimozione dell’occupazione e di ripristino dei luoghi
Esito
Prevale l’amministrazione
La questione giuridica
La società ricorrente, titolare di una concessione comunale per l’occupazione di suolo pubblico destinata alla realizzazione di un chiosco per la vendita di stampa quotidiana e periodica, ha impugnato con ricorso straordinario la disposizione dirigenziale con cui il Comune di Grosseto ha dichiarato la decadenza della concessione, a seguito della dichiarazione di cessazione dell’attività di vendita di giornali, ordinando la rimozione dell’occupazione e il ripristino dello stato dei luoghi entro trenta giorni. La ricorrente ha dedotto plurimi motivi di ricorso. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha concluso per l’irricevibilità del ricorso per tardività e, in subordine, per il rigetto nel merito. La questione esaminata dal Consiglio di Stato ha riguardato preliminarmente il rispetto del termine di 120 giorni per la proposizione del ricorso straordinario e l’applicabilità della sospensione feriale dei termini.
Il parere
Il Consiglio di Stato ha ritenuto il ricorso irricevibile per tardività, senza esaminare i motivi di merito. Ha preliminarmente ribadito la pacifica inapplicabilità della sospensione feriale dei termini al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Dalla documentazione agli atti è risultato che la disposizione dirigenziale n. 659/2022 è stata notificata alla ricorrente tramite PEC il 14 luglio 2022, mentre il ricorso è stato proposto il 12 dicembre 2022, oltre il termine decadenziale di 120 giorni.
Osservazioni
Tardività del ricorso straordinario
Il ricorso è stato proposto oltre il termine di 120 giorni decorrente dalla notificazione del provvedimento impugnato. La disposizione dirigenziale n. 659/2022 è stata notificata via PEC il 14 luglio 2022, mentre il ricorso è stato presentato il 12 dicembre 2022.
Inapplicabilità della sospensione feriale
Al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica non si applica la sospensione feriale dei termini; pertanto, il termine di 120 giorni deve essere computato senza alcuna sospensione estiva.
Norme richiamate
Art. 9 d.P.R. 1199/1971
Il ricorso straordinario deve essere proposto entro 120 giorni dalla notificazione, comunicazione o piena conoscenza dell’atto impugnato; il termine ha natura decadenziale e non è soggetto alla sospensione feriale.
Massime di principio
- Nel ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, il termine di 120 giorni per l’impugnazione decorre dalla notificazione del provvedimento e la sua inosservanza determina l’irricevibilità del ricorso.
- La sospensione feriale dei termini non si applica al termine per la proposizione del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
- Quando dagli atti risulta una notificazione via PEC del provvedimento impugnato e il ricorso è stato proposto oltre 120 giorni dopo tale notificazione, il ricorso deve essere dichiarato irricevibile senza esame dei motivi di merito.
Decadenza da una concessione per occupazione di suolo pubblico
Il parere riguarda un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto da una società agricola contro il Comune di Grosseto, nei confronti della titolare di un’impresa individuale. L’impugnazione era diretta contro la disposizione dirigenziale n. 659 del 14 luglio 2022, con cui il Comune aveva dichiarato la decadenza dalla concessione per l’occupazione permanente di suolo pubblico n. 93 del 31 dicembre 2019 e aveva ordinato la rimozione dell’occupazione e il ripristino dello stato dei luoghi.
Premesse e contenuto del provvedimento impugnato
La società ricorrente era titolare di una concessione comunale, rilasciata nel 2019 e rinnovata sino al 2030, per la realizzazione di un chiosco di 41,25 metri quadrati destinato alla vendita di stampa quotidiana e periodica. Il Comune ha adottato il provvedimento di decadenza dopo che la società aveva dichiarato la cessazione dell’attività di vendita di giornali.
La disposizione comunale prevedeva inoltre la rimozione dell’occupazione di suolo pubblico e il ripristino dello stato dei luoghi entro trenta giorni dal ricevimento dell’atto.
Questione processuale
La società ha proposto plurimi motivi di ricorso. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella relazione trasmessa al Consiglio di Stato, ha concluso in via principale per l’irricevibilità del ricorso per tardività e, in subordine, per il rigetto nel merito.
Il Consiglio di Stato ha esaminato prioritariamente la tempestività del ricorso, rilevando che la sospensione feriale dei termini non si applica al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Valutazione del Consiglio di Stato
Dalla documentazione depositata è risultato che il provvedimento n. 659/2022 era stato notificato alla ricorrente tramite PEC il 14 luglio 2022. Il ricorso straordinario è stato invece proposto il 12 dicembre 2022, oltre il termine di 120 giorni previsto per la proposizione del rimedio.
La Sezione ha richiamato, tra gli altri, i propri precedenti del 25 settembre 2023, n. 1125, e del 7 aprile 2025, n. 2972, ribadendo sia la natura decadenziale del termine sia l’inapplicabilità della sospensione feriale.
Conclusione
Il Consiglio di Stato non ha esaminato i motivi di merito dedotti dalla società, poiché la tardività del ricorso ne impediva l’esame. Il parere conclusivo è stato nel senso che il ricorso dovesse essere dichiarato irricevibile.
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