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Sentenza

Sentenza del 30/05/2017 n. 3842 - Comm. Trib. Prov. Milano

IRPEF - Redditi di lavoro dipendente - Presunzione di erogazione insita nel Mod. CUD - Prova contraria.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente contestava l'assoggettamento a IRPEF di somme risultanti dal modello CUD come redditi di lavoro dipendente erogati, sostenendo di non averle effettivamente percepite. A sostegno produceva copia del decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti del datore di lavoro, l'atto di precetto, il verbale di pignoramento negativo e il provvedimento di ammissione al passivo del fallimento del sostituto d'imposta. Tali documenti dimostravano che il lavoratore aveva dovuto agire giudizialmente per ottenere il riconoscimento e il pagamento di crediti comprendenti anche due mensilità e il saldo della tredicesima, mai corrisposti.

La decisione

La presunzione di erogazione degli emolumenti derivante dal modello CUD è stata ritenuta semplice e quindi superabile con prova contraria. La documentazione prodotta dal contribuente è stata considerata idonea a dimostrare la mancata percezione delle somme indicate nel CUD. La circostanza è risultata ancora più evidente perché tali somme non erano state pagate neppure nell'ambito della procedura fallimentare, chiusa per mancanza di attivo. Di conseguenza, le somme non effettivamente percepite non potevano essere assoggettate a IRPEF come redditi incassati.

Norme richiamate

  • Normativa IRPEF sui redditi di lavoro dipendente

    La tassazione dei redditi di lavoro dipendente deve riferirsi agli emolumenti effettivamente percepiti secondo il principio di cassa; non è sufficiente che tali somme risultino formalmente indicate nella certificazione rilasciata dal datore di lavoro.

  • Modello CUD/Certificazione Unica

    L'indicazione di redditi nel modello CUD costituisce una presunzione semplice dell'avvenuta erogazione degli emolumenti, ma non una prova assoluta. Il contribuente può superarla dimostrando con documentazione attendibile che le somme non sono state pagate.

  • Disciplina della prova presuntiva

    La presunzione derivante dal CUD può essere vinta da elementi documentali concordanti, quali un decreto ingiuntivo, un pignoramento infruttuoso, l'ammissione al passivo fallimentare e la mancata distribuzione di somme nella procedura concorsuale.

Massime di principio

  • La certificazione fiscale del datore di lavoro non dimostra in modo irrevocabile che il dipendente abbia effettivamente incassato le somme indicate.
  • Quando il contribuente sostiene di non aver ricevuto redditi certificati, deve fornire prove concrete e coerenti della mancata percezione, preferibilmente documenti giudiziari o concorsuali provenienti da procedimenti formalmente riconosciuti.
  • La presenza di un credito ammesso al passivo fallimentare è un forte indice del mancato pagamento, soprattutto se la procedura si chiude senza riparti a favore del lavoratore.
  • Le somme non effettivamente percepite, anche se riportate nel CUD, non dovrebbero essere tassate come redditi di lavoro dipendente incassati, purché la mancata erogazione sia adeguatamente dimostrata.
  • Una semplice contestazione del contribuente può non essere sufficiente: occorre dimostrare l'inesistenza dell'incasso attraverso una serie di elementi oggettivi, documentati e tra loro convergenti.

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