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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15201/2024 del 30/05/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (concessionario riscossione)

La controversia

La controversia riguarda avvisi di accertamento Tosap relativi agli anni d'imposta 2013-2018, per un importo complessivo di 49.812,89 euro, emessi dal concessionario della riscossione di un Comune nei confronti della società autostradale. La pretesa si fondava sull'occupazione del suolo pubblico e, in particolare, dello spazio soprastante una strada comunale mediante un cavalcavia autostradale. La commissione tributaria regionale aveva respinto l'appello del concessionario della riscossione, ritenendo insussistenti i presupposti oggettivi e soggettivi della tassa e applicabile l'esenzione prevista per lo Stato e gli altri enti, valorizzando la natura pubblicistica dell'opera e il carattere di mera concessione statale. Nel ricorso per cassazione la società concessionaria della riscossione ha dedotto: omessa pronuncia sull'applicazione degli artt. 38 e 39 d.lgs. n. 507/1993; nullità per motivazione apparente; violazione dell'art. 38 per la sussistenza del presupposto oggettivo e soggettivo della Tosap; nullità per la motivazione sull'esenzione; violazione dell'art. 49 per erroneo riconoscimento dell'esenzione; contraddittorietà della motivazione in relazione al richiamo alla sentenza delle Sezioni Unite n. 8628/2020. La censura centrale era che la società autostradale, pur concessionaria di un'opera pubblica, occupava in concreto spazio appartenente al demanio comunale o provinciale ed era quindi soggetto passivo della tassa, senza poter invocare l'esenzione riservata allo Stato o ad altri enti pubblici.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto i primi, secondi, quarti e sesti motivi, ritenendo che la sentenza impugnata contenesse una motivazione esistente, chiara e non contraddittoria, idonea a escludere sia l'omessa pronuncia sia il vizio di motivazione apparente. Ha invece accolto il terzo e il quinto motivo, affermando che la Tosap si applica anche all'occupazione del suolo comunale o provinciale realizzata mediante cavalcavia autostradale dal concessionario dell'opera pubblica e che l'esenzione di cui all'art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 507/1993 non spetta alla società concessionaria, non essendo essa un ente tra quelli espressamente esentati e non potendosi considerare l'occupazione come direttamente ascrivibile allo Stato. La sentenza impugnata è stata quindi cassata in relazione ai motivi accolti e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa è stata decisa nel merito con rigetto dell'originario ricorso della contribuente contro gli avvisi di accertamento. Le spese dei gradi di merito sono state compensate, mentre quelle di legittimità sono state regolate in base all'esito finale.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    La censura di omessa pronuncia è infondata quando la decisione impugnata si sia comunque pronunciata, anche implicitamente, sulla domanda o questione dedotta.

  • art. 132, primo comma, n. 4, c.p.c.

    La nullità per motivazione apparente ricorre solo se la motivazione non consente di percepire l'iter logico-giuridico seguito dal giudice.

  • art. 360, primo comma, nn. 3 e 4, c.p.c.

    Sono i parametri di ricorso evocati per denunciare violazioni di legge e nullità della sentenza.

  • artt. 38 e 39 d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507

    "Sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo"; "La tassa è dovuta al comune o alla provincia dal titolare dell'atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall'occupante di fatto, anche abusivo"

    Il presupposto della Tosap è l'occupazione di spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile comunale o provinciale, anche se effettuata senza titolo, e il soggetto passivo è il titolare della concessione o, in mancanza, l'occupante di fatto.

  • art. 49, comma 1, lett. a), d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507

    L'esenzione è di stretta interpretazione e spetta solo quando l'occupazione sia direttamente ascrivibile ai soggetti esenti, come lo Stato o gli altri enti indicati, non al concessionario che occupi e gestisca l'opera in proprio.

  • art. 384, secondo comma, c.p.c.

    Poiché non erano necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte ha deciso nel merito dopo la cassazione della sentenza impugnata.

  • art. 345 TFUE

    Il regime di proprietà degli Stati membri resta impregiudicato dal diritto dell'Unione.

  • art. 106 TFUE

    Le imprese pubbliche o titolari di diritti speciali non possono beneficiare di misure incompatibili con le norme dei trattati; la disciplina interna dell'esenzione non è imposta dal diritto UE.

  • art. 822 c.c.

    Il demanio stradale statale non si presume in via automatica: occorre che il bene appartenga allo Stato.

Massime di principio

  • Il vizio di omessa pronuncia non ricorre se la decisione, pur senza affrontare singolarmente ogni argomento, contiene una statuizione incompatibile con la pretesa dedotta o comunque ne comporta il rigetto implicito.
  • La motivazione è solo apparente quando non consente di ricostruire il percorso logico-giuridico della decisione; non basta il mero dissenso sulla sua correttezza o sufficienza.
  • In materia di Tosap, il presupposto oggettivo è costituito da qualsiasi occupazione di spazi pubblici comunali o provinciali, anche soprastanti o sottostanti il suolo, che sottragga effettivamente la superficie all'uso pubblico.
  • Ai fini della Tosap, la circostanza che l'occupazione sia funzionale a un'opera pubblica o prevista dalla legge non esclude l'imponibilità, se l'occupazione è realizzata dal concessionario e non direttamente dallo Stato o dagli enti esenti.
  • L'esenzione tributaria prevista per lo Stato e per gli altri enti espressamente indicati è di stretta interpretazione e non può essere estesa in via analogica al concessionario di un'opera pubblica che ne gestisca e sfrutti economicamente l'utilizzazione.
  • La proprietà statale dell'opera sovrastante non esclude la tassazione dell'occupazione del suolo comunale o provinciale sottostante o soprastante, quando la condotta occupativa è imputabile al concessionario durante il rapporto concessorio.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamentoImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaNullità

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