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Sentenza

Sentenza n. 921/2026 - Bari, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell’efficacia - del provvedimento del 19.1.2022 prot. n. -OMISSIS-, con il quale il Comune di Molfetta, Settore III territorio-ambiente, ha disposto il divieto della prosecuzione dell’attività edilizia e di rimozione degli eventuali effetti dannosi, ex art. 19, comma 3, legge n. 241/1990, in relazione alla SCIA n. -OMISSIS-, avente ad oggetto la «manutenzione straordinaria di immobile parzialmente diruto, consolidamento delle murature e manutenzione delle stesse mediante materiale recuperato in loco, ripristino della copertura, nell’ambito del fondo rustico censito al N.C.T. al fg. -OMISSIS-ptc. -OMISSIS-»; - nonché del provvedimento del 4.3.2022, con il quale il Comune di Molfetta ha parzialmente rettificato il precedente provvedimento di divieto del 19.1.2022 con «invito a conformare la SCIA»; - ove occorra, di tutti gli ulteriori atti presupposti o conseguenti.

Giustizia amministrativa202200347

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di divieto di prosecuzione dei lavori edilizi e rimozione degli effetti, relativo a una SCIA, parzialmente rettificato con invito a conformare la segnalazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti avevano presentato una SCIA qualificando l'intervento come manutenzione straordinaria di un antico edificio rurale composto da una torretta e una casetta, in parte diruto, con consolidamento delle murature, utilizzo di materiale recuperato in loco e ripristino della copertura. Impugnavano il divieto comunale di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli effetti dannosi, nonché la successiva rettifica con invito a conformare la SCIA. Deducevano, da un lato, la violazione degli artt. 3, comma 1, lettere b) e d), d.P.R. n. 380/2001 e vizi di eccesso di potere per difetto di istruttoria, erronea presupposizione, illogicità, contraddittorietà, motivazione generica o inadeguata, violazione del giusto procedimento e dell'art. 97 Cost., nonché sviamento. Dall'altro, contestavano la necessità delle autorizzazioni paesaggistica, demaniale e doganale, deducendo la violazione dell'art. 146 d.lgs. n. 42/2004, dell'art. 55 cod. nav. e dell'art. 19 d.lgs. n. 374/1990, oltre ai medesimi vizi di eccesso di potere. Il Comune sosteneva che l'intervento non fosse manutenzione straordinaria, ma almeno ristrutturazione edilizia, e che l'area fosse sottoposta a vincolo paesaggistico e agli ulteriori vincoli connessi alla fascia demaniale marittima.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo legittimo il divieto di prosecuzione dei lavori e l'obbligo di rimozione degli effetti. Il punto decisivo è stato individuato nella qualificazione dell'intervento: il ripristino mediante ricostruzione di edifici o parti di essi crollati o demoliti, quando sia accertabile la preesistente consistenza, rientra nella ristrutturazione edilizia e non nella manutenzione straordinaria. La circostanza che i manufatti non fossero completamente crollati, avendo conservato fondazioni e parte dei muri portanti, non esclude la necessità di un titolo edilizio maggiore, poiché l'intervento comportava sostanzialmente la ricostruzione dell'edificio nel rispetto della consistenza originaria. Per tale intervento era necessario il permesso di costruire o la SCIA alternativa ai sensi dell'art. 23 d.P.R. n. 380/2001, nonché l'autorizzazione paesaggistica ex art. 146 d.lgs. n. 42/2004. Il Comune aveva inoltre legittimamente richiesto l'autorizzazione della Capitaneria di Porto ex art. 55 cod. nav. e quella dell'Agenzia delle Dogane ex art. 19 d.lgs. n. 374/1990. Per gli immobili sottoposti a tutela, il ripristino è assentibile solo nel rispetto di sagoma, prospetti, sedime, caratteristiche planivolumetriche e tipologiche preesistenti, senza incrementi di volumetria, nei limiti della consistenza ricostruibile. La successiva richiesta di autorizzazione paesaggistica da parte dei ricorrenti è stata considerata coerente con la diversa qualificazione dell'intervento, senza incidere sull'originaria legittimità dei provvedimenti impugnati. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento di 2.500 euro, oltre accessori, in favore del Comune; le spese sono state compensate nei confronti dell'Avvocatura dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 19, comma 3, l. 241/1990

    Consente all'amministrazione di vietare la prosecuzione dell'attività oggetto di SCIA e di ordinare la rimozione degli effetti dannosi quando ricorrano i relativi presupposti.

  • art. 3, comma 1, lett. b), d.P.R. 380/2001

    Richiamato per la distinzione tra manutenzione straordinaria e ristrutturazione edilizia.

  • art. 3, comma 1, lett. d), quinto periodo, d.P.R. 380/2001

    costituiscono […] ristrutturazione edilizia gli interventi volti al ripristino di edifici o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza

    Il ripristino mediante ricostruzione di edifici o parti di essi crollati o demoliti rientra nella ristrutturazione edilizia quando sia accertabile la consistenza preesistente.

  • art. 23 d.P.R. 380/2001

    La ristrutturazione edilizia individuata dal giudice richiede il permesso di costruire o la SCIA alternativa.

  • art. 146 d.lgs. 42/2004

    Per l'intervento su immobile sottoposto a tutela paesaggistica è necessaria l'autorizzazione paesaggistica, ferme le competenze della Soprintendenza sulla concreta assentibilità dell'intervento.

  • art. 55 cod. nav.

    Il Comune ha legittimamente richiesto l'autorizzazione della Capitaneria di Porto in relazione alla localizzazione dell'intervento.

  • art. 19 d.lgs. 8 novembre 1990, n. 374

    Il Comune ha legittimamente richiesto l'autorizzazione della competente Agenzia delle Dogane.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Utilizzato per disporre l'oscuramento delle generalità dei ricorrenti.

Massime di principio

  • Il ripristino mediante ricostruzione di un edificio o di parti di esso crollati o demoliti, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza, costituisce ristrutturazione edilizia ai sensi dell'art. 3, comma 1, lett. d), d.P.R. 380/2001, anche quando siano rimaste le fondazioni o parte dei muri portanti.
  • La conservazione di elementi strutturali residui non consente di qualificare come mera manutenzione straordinaria un intervento che comporti, nella sostanza, la ricostruzione dell'edificio secondo la sua consistenza originaria.
  • Gli interventi di ristrutturazione edilizia di tale natura sono subordinati al permesso di costruire o alla SCIA alternativa prevista dall'art. 23 d.P.R. 380/2001; una SCIA ordinaria presentata come manutenzione straordinaria non è idonea a legittimarli.
  • Per gli immobili sottoposti a tutela paesaggistica, il ripristino di edifici crollati o demoliti è assentibile solo ove siano mantenute, nei limiti della consistenza accertabile, sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche preesistenti, senza incrementi di volumetria; resta necessaria l'autorizzazione paesaggistica.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziQualificazione degli interventiAutorizzazione paesaggisticaSCIA e liberalizzazioni
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaEccesso di poterePrincipio di legalità e tipicitàProporzionalità e ragionevolezza

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