Cassazione Penale, Sentenza n. 42243/2023 del 17/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Bari (13/02/2023) che aveva confermato la condanna emessa dal Tribunale di Bari (11/05/2022) per la realizzazione abusiva di tre barriere in cemento armato ("new jersey") su via Giuseppe Conversi a Turi. Le doglianze principali: 1) errata qualificazione delle opere non come edilizia libera (art. 6 DPR 380/2001, lett. e-bis / e-quinquies) ma come opere permanente richiedenti titolo; 2) mancata considerazione e travisamento di documenti probatori (nota amministratore 24/09/2014 e nota comunale 22/04/2022 relativa alla CILA in sanatoria) ai sensi dell'art. 192 c.p.p.; 3) errato diniego dell'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e mancata valutazione della colpa lieve e della presumibile natura privata e temporanea dell'intervento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che i motivi riproponessero tesi già valutate e rigettate in sede di merito (insicurezza di specificità), e che non fosse possibile in questa sede rivedere la valutazione di fatto operata dai giudici di merito. Ha confermato la ricostruzione dei giudici inferiori che aveva qualificato le barriere come opere dotate di connotati di stabilità e non temporanee (insistere sul posto per oltre cinque anni, presentazione di CILA in sanatoria), con conseguente necessità di titolo edilizio. Ha escluso l'applicabilità dell'art. 131-bis c.p. per la non punibilità per tenuità, in ragione della modalità, della durata e dell'effetto ostativo alla viabilità pubblica. Esito pratico già adottato in grado di merito (Tribunale e Corte d'appello): condanna per il reato di cui all'art. 44, lett. b), TU Edilizia (in concorso) con pena ridotta per rito abbreviato (2 giorni di arresto e euro 1.721,33 di ammenda), sospensione condizionale subordinata alla demolizione e al ripristino entro 90 giorni dall'irrevocabilità, ordine di demolizione e trasmissione degli atti per valutare la responsabilità di altri soggetti; assoluzione per il capo relativo all'invasione di terreni ed edifici per insussistenza del fatto. In cassazione i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende e alla refusione delle spese sostenute dalla parte civile.
Norme richiamate
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico Edilizia), art. 44, lett. b)
La Corte ha ritenuto che le barriere costituissero opere idonee ad alterare lo stato dei luoghi e quindi siano riconducibili alla fattispecie sanzionata dall'art. 44 lett. b) (attività edilizia abusiva), essendo caratterizzate da stabilità e destinazione non meramente temporanea.
D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 6, lett. e-bis) e lett. e-quinquies)
La Corte ha interpretato queste disposizioni restrittivamente: le esenzioni per edilizia libera si applicano solo a opere effettivamente destinate a fini contingenti e temporanei e removibili entro il termine legislativamente previsto (max 180 giorni). Nel caso le condizioni (intrinseca precarietà, destinazione oggettiva a uso temporaneo) erano assenti.
Decreto Legislativo 25 novembre 2016, n. 222 e D.M. 2 marzo 2018 (Glossario edilizia libera)
Il glossario fornisce voci esemplificative ma non estende automaticamente il regime di edilizia libera: anche se alcune voci menzionano sbarre o dissuasori, la Corte ha richiamato che tali voci si applicano nei limiti della disciplina di cui all'art. 6 (es. e-bis) e richiedono la sussistenza dei requisiti temporanei e contingenti.
Codice Penale, art. 131-bis
La Corte ha valutato i criteri di cui all'art. 133 c.p. (condotta, danno, colpevolezza) e ha escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità visto il carattere durevole dell'intervento, l'effetto restrittivo sulla viabilità pubblica e la determinazione degli imputati.
Codice di Procedura Penale, art. 192
La Corte ha ricordato i limiti di utilizzazione di censure sulla valutazione della prova in cassazione: l'asserita omissione di valutazione documentale non è decisiva quando la motivazione di merito mostra coerente apprezzamento complessivo dei fatti; inoltre la censura non può eludere i limiti di ammissibilità di cui all'art. 606 c.p.p.
Codice della Strada, D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, art. 3, comma 1, n. 52
La Corte si è avvalsa dei criteri amministrativi per dedurre l'uso pubblico della strada, ritenendo la via in concreto di uso collettivo e quindi non pienamente indisponibile dai proprietari privati.
Codice Civile, art. 825
Richiamato nel contesto delle servitù e del diritto di transito pubblico su sedime privato che limita la disponibilità del proprietario a chiudere o modificare la fruizione.
Codice Civile, art. 841
La Corte ha escluso che il richiamo alla facoltà di chiudere il fondo possa giustificare l'ostruzione duratura di una strada gravata da uso pubblico.
Decreto-Legge n. 137/2020, art. 23, comma 8 (norme processuali sul trattamento dei ricorsi)
Richiamato come norma procedurale sul trattamento del ricorso (modalità di trattazione), senza incidenza sul merito della decisione.
Massime di principio
- Le opere collocate in assenza di titolo edilizio possono rientrare nell'edilizia libera solo se possiedono una intrinseca e oggettiva destinazione temporanea e contingente, con concreta possibilità e obbligo di rimozione entro i termini previsti (es. 180 giorni per le fattispecie e-bis); la mera volontà soggettiva di considerarle temporanee non è sufficiente.
- La permanenza dell'opera sul luogo per un periodo prolungato (anni) e la presentazione successiva di pratiche in sanatoria sono elementi forti a favore della qualificazione come opere stabili e della necessità del titolo abilitativo.
- La natura privata del sedime non autorizza automaticamente la limitazione dell'uso quando sul bene gravano diritti di uso pubblico o quando, di fatto, la collettività ne fa uso continuativo: l'esistenza di un uso pubblico può essere desunta da elementi fattuali e amministrativi (PUG, servizi comunali, uso generalizzato).
- L'applicazione della causa di non punibilità per tenuità richiede una valutazione concreta e complessiva di condotta, danno e colpevolezza; condotte durature che incidono su interessi pubblici difficilmente rientrano nella tenuità.
- In cassazione non è consentito un nuovo esame del merito dei fatti o una rivalutazione globale delle prove: i motivi che semplicemente ripropongono le stesse doglianze già decise in appello sono spesso inammissibili per aspecificità.
- Le censure sulla mancata valutazione di documenti (art. 192 c.p.p.) sono rilevanti in cassazione solo se l'omissione è decisiva e dimostra un travisamento tale da compromettere irrimediabilmente il sillogismo probatorio della sentenza impugnata.
- Per opere di limitata dimensione ma con funzione ostativa alla circolazione, occorre valutare la funzione reale e l'effetto prodotto (ostruzione della viabilità) più che la sola dimensione o la rimovibilità materiale.
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