Sentenza n. 39/2026 - Genova, Sezione 2
per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Imperia, Sezione Lavoro, 21.2.2025, n. 42.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Imperia, Sezione Lavoro, 21 febbraio 2025, n. 42, relativa all'attribuzione della carta elettronica del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Imperia, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad assegnargli la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, del valore di 500 euro per ciascun anno scolastico, relativamente agli anni 2019/20, 2020/21, 2021/22 e 2022/23, per un importo nominale complessivo di 2.000 euro, oltre interessi o rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724/1994. Il Ministero si è costituito senza formulare contestazioni nel merito. Il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo, previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, era inutilmente decorso senza che l'amministrazione desse esecuzione alla pronuncia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando l'assenza di contestazioni sostanziali da parte del Ministero e l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione dei titoli esecutivi nei confronti della pubblica amministrazione. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Imperia entro 60 giorni dalla comunicazione della pronuncia, mediante l'emissione della carta del docente intestata al ricorrente e l'accredito delle somme relative alle quattro annualità. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, assegnandogli un termine successivo di 30 giorni per provvedere in sostituzione dell'amministrazione. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
oltre a interessi o rivalutazione, ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724 del 1994, dalla data di maturazione del diritto alla sua concreta attribuzione
La sentenza del giudice ordinario posta in esecuzione prevedeva il riconoscimento di interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto all'attribuzione della carta del docente.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo
Decorso inutilmente il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo, è possibile promuovere l'esecuzione nei confronti dell'amministrazione.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è accoglibile quando l'amministrazione non esegue una sentenza passata in giudicato o comunque un titolo esecutivo, senza avere formulato contestazioni sostanziali sulla spettanza della prestazione dovuta.
- Nei confronti della pubblica amministrazione, l'esecuzione del titolo esecutivo può essere ordinata dopo l'inutile decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo, previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può fissare un termine per l'adempimento e nominare un commissario ad acta, incaricato di provvedere in sostituzione dell'amministrazione in caso di ulteriore inottemperanza.
- La nomina del commissario ad acta può essere disposta già nella sentenza di ottemperanza, con fissazione di un termine successivo per l'intervento sostitutivo, quando risulti l'inerzia dell'amministrazione nell'esecuzione del titolo.
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