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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25293/2023 del 12/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 13/7/2022 che aveva confermato la condanna di Antonio Tornincasa a 17 anni di reclusione (con concessione dell'attenuante di cui all'art. 311 c.p.) per il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione ai danni di Giuseppe Basco. I difensori hanno articolato tre motivi principali: (1) violazione di legge e travisamento del fatto rispetto alla finalità perseguita dall'imputato (sostenendo che l'obiettivo fosse ottenere il pagamento di somme derivanti da attività di spaccio, non il "prezzo della liberazione") e contestando la ricostruzione circa la liberazione tramite l'intervento dei Carabinieri e la rilevanza della durata della limitazione della libertà; (2) vizio di motivazione rispetto all'attendibilità delle dichiarazioni della persona offesa, deducendo discrasie temporali (tra dichiarazioni e tracciato GPS), contrasto con consulenza tecnica sulla possibilità di fuga/chiusura del portone, e assenza di segni fisici compatibili con le modalità descritte; (3) violazione di legge e difetto di motivazione per la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, nonostante elementi favorevoli quali ruolo marginale, tempo intercorso e regolare attività lavorativa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere fondato su motivi generici, di fatto e meramente confutativi. In particolare: il primo motivo (presunto travisamento) è inammissibile perché il "travisamento del fatto" non è deducibile in sede di legittimità e perché, comunque, il reato di sequestro a scopo di estorsione comprende anche la finalità di ottenere un profitto ingiusto derivante da rapporti illeciti; il secondo motivo è ritenuto una riproposizione delle censure già svolte in appello e non coglie i riscontri oggettivi valutati dal giudice (valenza autoaccusatoria delle dichiarazioni, riscontri della compagna, rinvenimento della corda nella vettura, tracciato GPS, immagini di videosorveglianza), nonché il principio per cui la limitazione della libertà può essere anche psicologica; il terzo motivo è generico perché non si confronta con la motivazione impugnata: la Corte territoriale ha già valutato le attenuanti (riconoscendo l'art. 311 c.p.) e ha ritenuto ostativa la concessione delle attenuanti generiche per l'intensità del dolo e per la successiva condotta dell'imputato (apertura di altro procedimento per tentativo di condizionamento dei testi con metodo mafioso). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende. Il giudicato di merito resta quindi confermato per effetto dell'inammissibilità del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 630 cod. pen.

    Il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione è considerato plurioffensivo: l'elemento oggettivo si realizza quando lo scopo è conseguire un profitto ingiusto dal prezzo della liberazione, indipendentemente dall'origine lecita o illecita della somma pretesa.

  • art. 311 cod. pen.

    La circostanza attenuante prevista dall'art. 311 c.p. è stata riconosciuta in sede di merito; la Corte ha ritenuto che ulteriori attenuanti generiche siano comunque ostative alla luce della gravità del dolo e della condotta successiva dell'imputato.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    A seguito della modifica normativa, la censura per travisamento del fatto è inammissibile in cassazione: la Corte di legittimità non può sovrapporre una propria valutazione di merito alle risultanze già apprezzate dai giudici di merito.

  • art. 133 cod. pen.

    La valutazione delle circostanze attenuanti generiche è un giudizio di fatto del giudice del merito; esso è insindacabile in sede di legittimità purché la motivazione non sia manifestamente illogica e dia conto degli elementi ritenuti preponderanti.

Massime di principio

  • In Cassazione non è ammissibile dedurre il "travisamento del fatto" per ottenere una diversa valutazione delle risultanze di merito: occorre censurare vizi di diritto o motivazioni contraddittorie o illogiche.
  • Il reato di sequestro di persona non richiede necessariamente l'interclusione fisica della vittima: anche la costrizione psicologica o la creazione di condizioni che rendano di fatto impossibile la fuga possono integrare il delitto.
  • Le contestazioni sull'attendibilità delle dichiarazioni della vittima devono essere specifiche e mirare a dichiarare incongruenze che incidano sulla logica della motivazione; semplici discrasie minori, se esistono riscontri oggettivi, difficilmente invertiscono la valutazione del giudice di merito.
  • La concessione o esclusione delle circostanze attenuanti generiche è una valutazione di fatto del giudice del merito e, salvo motivazione manifestamente illogica, è insindacabile in Cassazione.
  • Per ottenere l'ammissione del ricorso per cassazione è necessario formulare censure di diritto precise e non limitarsi a una riproposizione dei fatti o a critiche meramente confutative della valutazione probatoria svolta dai giudici di merito.
  • Elementi di riscontro oggettivi (es. rinvenimento di oggetti collegabili alla condotta, tracciati GPS, immagini di videosorveglianza, dichiarazioni di terzi) rafforzano la credibilità di una ricostruzione fattuale e possono rendere inefficaci censure basate solo su discrasie formali.

Testo integrale

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