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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26179/2023 del 16/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per il reato di ricettazione (art. 648 c.p.). Aziz Bounif deduce: (i) l\'appello proposto dal difensore d\'ufficio (ex art. 97, comma 4, c.p.p.) non poteva essere dichiarato inammissibile poichè il sostituto aveva l\'obbligo di proporre gravame in assenza del difensore di fiducia; (ii) carenza di motivazione per presunta trasformazione del "fatto" in "i fatti" (ossia discrepanza fra contestazione e fatti emersi); (iii) insufficienza e illogicità della motivazione avendo la Corte basato la condanna principalmente su tabulati telefonici, non idonei a provare oltre ogni ragionevole dubbio materialità e consapevolezza della provenienza furtiva del telefono. Mohamed Bounif solleva motivi sovrapponibili (correlazione imputazione-sentenza e insufficiente prova), lamentando inoltre che il telefono non fu sequestrato nella sua disponibilità e che la Corte d\'appello non ha adeguatamente motivato la sua posizione o spiegato il concorso di persone.

La decisione

Il ricorso di Aziz Bounif è dichiarato inammissibile: la Corte di Cassazione ritiene manifestamente infondato il motivo sull\'inammissibilità dell\'appello del difensore d\'ufficio, atteso che il difensore di fiducia ha poi prodotto tempestiva impugnazione che prevale sull\'atto del sostituto; sono altresì respinti i motivi relativi alla correlazione fra imputazione e sentenza e alla valutazione probatoria, con conferma della fondatezza della decisione di merito che ha ritenuto la prova idonea anche in assenza di alcune dichiarazioni escluse. Per effetto dell\'inammissibilità, Aziz è condannato al pagamento delle spese di procedimento e, ai sensi dell\'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende. Il ricorso di Mohamed Bounif è invece accolto: la Corte annulla la sentenza impugnata nei confronti di Mohamed e rinvia per nuovo giudizio alla Corte d\'Appello di Napoli, ritenendo carente la motivazione sull\'elemento soggettivo della ricettazione quando, escluse alcune dichiarazioni, residuano unicamente i tabulati telefonici e non risulta il sequestro del telefono nella sua diretta disponibilità. La Corte di appello dovrà accertare se esistano elementi ulteriori utili a dimostrare la consapevolezza della provenienza illecita del telefono.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    Norma che incrimina la ricettazione; la Corte valuta la configurabilità del reato anche sulla base di possesso di refurtiva e delle risultanze dei tabulati telefonici ma richiede adeguata prova dell\'elemento soggettivo (consapevolezza della provenienza illecita)

  • art. 97, comma 4, c.p.p.

    Il difensore nominato ai sensi di tale norma, in sostituzione del difensore di fiducia non comparso, esercita diritti e doveri fino a quando il difensore sostituito non presenti tempestiva impugnazione; l\'impugnazione del difensore di ufficio è efficace fino a che il difensore di fiducia non la sopravvenga con atto tempestivo che la prevale

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    Norma procedurale richiamata per il trattamento del ricorso con contraddittorio scritto (modalità di trattazione)

  • art. 616 c.p.p.

    Prevede la condanna alle spese del procedimento e la possibilità di comminare ammende per inammissibilità manifestamente infondata; applicata per condannare Aziz al pagamento delle spese e all\'ammenda di euro 3.000,00

  • Sezioni Unite, sent. n. 22 del 11/11/1994 (Nicoletti)

    Giurisprudenza di legittimità che stabilisce il principio secondo cui l\'impugnazione proposta dal difensore nominato ex art. 97, comma 4, c.p.p. instaura validamente il gravame fino a che il difensore di fiducia non proponga, nei termini, una propria impugnazione che lo sopravvenga

  • Sezioni Unite, sent. n. 36551 del 15/7/2010 (Carelli)

    Principio sul mutamento del fatto: la trasformazione della contestazione è rilevante solo se radicale, tale da determinare incertezza sull\'oggetto dell\'imputazione e reale pregiudizio per la difesa; la verifica va fatta anche in concreto sulla capacità dell\'imputato di difendersi

Massime di principio

  • Quando un difensore d\'ufficio nominato ex art. 97, comma 4, c.p.p. propone impugnazione, essa è valida e instaura il gravame fino a che il difensore di fiducia non presenti, nei termini, una propria impugnazione che la sopravvenga e prevalga
  • La trasformazione della contestazione in giudizio (da "il fatto" a "i fatti") determina violazione del diritto di difesa solo se costituisce una mutazione radicale degli elementi essenziali del fatto, con reale pregiudizio per la possibilità di difesa; non ogni discrepanza formale è sufficiente
  • I tabulati telefonici possono costituire elemento indiziario rilevante, ma non sempre sono di per sé idonei a dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio né la materialità (chi materialmente ha usato la SIM) né il dolo specifico (consapevolezza della provenienza furtiva); è necessaria una motivazione adeguata e, se questi sono gli unici elementi a carico, il giudice deve spiegare come essi provino il dolo
  • Se una parte della prova (dichiarazioni, sequestri) è ritenuta inutilizzabile, il giudice deve valutare se gli elementi residui siano sufficienti a fondare la condanna, altrimenti è dovuto il rinvio per nuovo giudizio
  • La Corte deve sempre fornire una motivazione chiara e completa circa il concorso di persone e la riconducibilità della condotta a ciascun imputato quando la responsabilità è fondata su elementi indiziari e su periodi di tempo diversi

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