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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 2130/2024 del 22/01/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del decreto della Corte d'appello di Roma che aveva rigettato l'opposizione di Domenica Acampora avverso il decreto n. cron. 50463/2021 (ex art. 3 legge n. 89/2001) con cui era stata riconosciuta alla ricorrente l'equa riparazione di euro 1.600 per irragionevole durata del giudizio presupposto. La controversia concerneva il calcolo della durata ragionevole (somma delle fasi di cognizione e di ottemperanza pari a 5 anni, 11 mesi e 27 giorni) e la deduzione dei termini ragionevoli delle singole fasi ai fini dell'indennizzo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha cassato il decreto impugnato e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione. Motivazione centrale: contraddittorio incompleto perché il Ministero dell'Economia e delle Finanze, legittimato passivo per la fase di ottemperanza, non era stato evocato in giudizio; pertanto la decisione sull'entità e sul soggetto passivo dell'indennizzo non poteva essere mantenuta. Nessuna pronuncia sulle spese di cassazione (il Ministero intimato non ha svolto difese).

Norme richiamate

  • legge n. 89 del 2001, art. 3 (equa riparazione)

    Base normativa per la richiesta di equa riparazione per irragionevole durata del processo; la Corte ha applicato il criterio di detrazione del termine di ragionevole durata per le singole fasi e ha confermato che frazioni di tempo inferiori a sei mesi non sono indennizzabili

  • Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Corte EDU) - principi giurisprudenziali

    I parametri della Corte EDU sono stati richiamati per valutare la ragionevolezza della durata anche della fase esecutiva/di ottemperanza e per la determinazione complessiva del periodo irragionevole

  • Cass. Sez. U., 23/07/2019, n. 19883

    Precedente di legittimità utilizzato come riferimento interpretativo per il calcolo della durata ragionevole nelle varie fasi processuali e per la quantificazione dell'indennizzo

  • Principio di legittimazione passiva per fasi processuali (giurisprudenziale/procedurale)

    La Corte ha ritenuto che soggetti pubblici diversi possano essere responsabili per fasi diverse del procedimento (Ministero della Giustizia per la cognizione; MEF per l'ottemperanza): se non sono tutti evocati il contraddittorio è incompleto e la decisione va annullata e rinviata

Massime di principio

  • Quando la pretesa di equa riparazione riguarda più fasi del processo (es. cognizione + ottemperanza), il ricorrente deve coinvolgere tutti i soggetti pubblici potenzialmente responsabili per ciascuna fase; l'omissione di uno di essi può determinare la cassazione e il rinvio del provvedimento
  • La durata ragionevole si calcola sommando le diverse fasi del procedimento e detraendo per ciascuna il relativo termine ragionevole; le frazioni di tempo inferiori a sei mesi in genere non danno luogo a indennizzo
  • I parametri della Corte EDU sono rilevanti anche per la valutazione della fase esecutiva/di ottemperanza e possono essere utilizzati dal giudice interno per determinare la durata ragionevole complessiva
  • In presenza di questioni di legittimazione passiva, il difetto di contraddittorio non è sanabile in sede di merito: la decisione deve essere cassata e la causa rimessa al giudice di appello perché ricostituisca il corretto contraddittorio
  • Se il resistente non svolge difese in Cassazione, il giudice può comunque disporre la cassazione per vizi procedurali (come il difetto di legittimazione del contraddittorio) senza decidere sulle spese

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