Cassazione Penale, Sentenza n. 47035/2023 del 23/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza di condanna per il reato di cui all'art. 674 c.p., articolando cinque motivi: 1) prescrizione del reato maturata il 26.10.2022; 2) nullità per omessa comunicazione personale del rinvio d'ufficio disposto nel periodo Covid (26.3.2020-26.11.2020); 3) errato diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis c.p.; 4) violazione del principio di correlazione accusa-sentenza per condanna anche su fatto non contestato (lancio di candeggina); 5) carenza e genericità della motivazione e condanna ultra petitum (riconoscimento di condotte non specificamente contestate, uso di video non proiettato in udienza). Chiedeva annullamento della sentenza
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Nel merito procedurale: il primo e il secondo motivo sono stati ritenuti manifestamente infondati (calcolo della prescrizione tenuto conto della sospensione dei termini per Covid e comunicazione regolare del rinvio d'ufficio). Il quarto motivo è stato respinto richiamando la giurisprudenza sul principio di correlazione tra accusa e sentenza: non vi è mutamento degli elementi essenziali del fatto e la ricorrente ha avuto modo di difendersi sulle risultanze probatorie. Il terzo motivo (tenuità) è stato ritenuto infondato perché il Tribunale ha motivato adeguatamente il diniego valutando le modalità e i mezzi della condotta. Il quinto motivo è stato dichiarato inammissibile per genericità e mancato confronto argomentato con le ragioni della sentenza. Conseguenze: inammissibilità definitiva del ricorso, condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile e per il grado
Norme richiamate
art. 674 c.p.
Norma incriminatrice applicata per il versamento in luogo privato di cose atte ad offendere o imbrattare; la Corte conferma la qualificazione del fatto come previsto dall'imputazione
art. 131-bis c.p.
Regola la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ritiene che il giudice di merito abbia adeguatamente motivato l'esclusione della causa richiamando modalità e mezzi della condotta
d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (art. 83)
Disposizioni emergenziali per sospensione dei termini processuali in periodo Covid-19: utilizzate per calcolare correttamente la prescrizione, posticipandone la maturazione
art. 157 e ss. c.p.
Richiamate nell'ambito delle doglianze sulla prescrizione e sui termini di estinzione del reato
art. 129 c.p.p.
Richiamato dal ricorso in relazione a prescrizione e termini, contestato ma valutato dalla Corte nel suo complesso
art. 178 c.p.p.
Norma sulle comunicazioni e rinvii: la Corte ha verificato la regolare comunicazione del provvedimento di rinvio d'ufficio
art. 521 c.p.p.
Principio di corrispondenza tra contestazione e sentenza: applicato dalla Corte nel senso che non sussiste violazione se il fatto rimane immutato nei suoi elementi essenziali e l'imputato ha potuto difendersi sulle risultanze probatorie
art. 522 c.p.p.
Norme sul contenuto della sentenza impugnata richiamate nella valutazione di conformità tra accusa e decisione
art. 530 e 533 c.p.p.
Richiamate nelle censure sulla motivazione e configurabilità del reato; la Corte ha ritenuto le deduzioni insufficienti e, per la quinta doglianza, generiche e inammissibili
art. 581 c.p.p.
Regola l'ammissibilità del ricorso per cassazione e richiede critica argomentata: motivo insufficiente per la quinta doglianza, che è stata dichiarata inammissibile per mancato specifico confronto con la motivazione impugnata
art. 616 c.p.p.
Consente la condanna alle spese per ricorso inammissibile; la Corte ha ritenuto che non sussistesse assenza di colpa e ha irrogato la sanzione pecuniaria
art. 541 c.p.p.
Norma che autorizza la rifusione delle spese del grado alla parte civile, applicata per liquidare le spese sostenute dalla parte civile
Cost. artt. 24 e 25
Richiamate dal ricorso in tema di garanzie di difesa; la Corte ha valutato che le garanzie sono state rispettate in concreto
CEDU artt. 6 e 7
Richiamati nel quadro delle deduzioni sui diritti della difesa e sulla legalità delle misure, senza che emergessero violazioni
D.M. n. 55/2014 e D.M. n. 147/2022
Criteri per la liquidazione delle spese di costituzione e difesa della parte civile: utilizzati per quantificare le somme da rifondere
Massime di principio
- Calcolo della prescrizione: nelle cause aventi origine prima e durante l'emergenza Covid-19 occorre computare la sospensione prevista dal d.l. n.18/2020; la prescrizione può risultare prorogata in misura significativa
- Comunicazioni di rinvio: i rinvii d'ufficio disposti per cause emergenziali devono essere regolarmente comunicati all'imputato e al difensore; la mancata comunicazione può costituire motivo ma va documentata
- Principio di correlazione accusa-sentenza: non c'è violazione se il nucleo essenziale del fatto resta immutato e l'imputato ha potuto esercitare la difesa sulle risultanze probatorie emerse nel processo
- Causa di non punibilità per tenuità: l'esclusione richiede valutazione motivata delle modalità, dei mezzi e della offensività del fatto; il giudice può negarla anche sull'unica base dell'insufficiente tenuità degli elementi richiesti dall'art. 131-bis
- Impugnazioni generiche o non confrontate con la motivazione sono a rischio di inammissibilità: il ricorso deve contenere una critica argomentata e riferita alle specifiche ragioni della decisione impugnata (art. 581 c.p.p.)
- Rischio di sanzioni e spese: ricorsi inammissibili o manifestamente infondati possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (art. 616 e 541 c.p.p.), nonché obbligo di rifondere le spese della parte civile
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