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Sentenza

Sentenza n. 6040/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento -della nota prot. CA/2025/0187941 del 22/09/2025 di “comunicazione di improcedibilità ex art. 2, comma 1, della Legge n. 241/1990 e ss.mm.ii., in ordine alla domanda di nuova concessione per variazione occupazione di suolo pubblico permanente prot. CA/185576 del 17/09/2025 a servizio del locale ubicato in Via Terenzio nn. 12- 14-16”; -della Deliberazione di Assemblea Capitolina n. 21/2015 di approvazione del Piano Generale del Traffico Urbano e "Regolamento viario e classifica funzionale delle strade urbane di Roma Capitale", concretamente lesiva delle ricorrenti ed a queste opposte solo con la notificazione del provvedimento impugnato con il ricorso, Deliberazione impugnata nella parte in cui inserisce Via Terenzio nell'"elenco delle strade a viabilità principale Annesso D" pur classificandola come "di quartiere" (pag. 184 della Deliberazione), nella parte in cui statuisce che "In particolare con il termine “viabilità o rete principale” si intende (secondo quanto previsto dalle Direttive ministeriali sui PUT del giugno 1995) l'insieme di tutte le strade non a carattere locale" (pag. 18 della Deliberazione); nella parte in cui prevede che "L'insieme delle strade di tipo a), b), c), e), f), g) secondo quanto già rilevato viene denominato come viabilità principale "(pag.20 della Deliberazione) ed in generale in ogni sua parte per l'effetto della quale Via Terenzio è equiparata alla viabilità principale; -di ogni altro atto, nota, parere non conosciuti ed ostativi all'istanza della ricorrente.

Giustizia amministrativa202514154

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nota di improcedibilità dell'istanza di nuova concessione per occupazione permanente di suolo pubblico destinata al posizionamento di una pedana su stalli di sosta in via Terenzio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la nota con cui Roma Capitale ha dichiarato manifestamente improcedibile la domanda di occupazione permanente di suolo pubblico, ritenendo l'area interessata ricadente nella viabilità principale. Ha dedotto, anzitutto, la violazione dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990 per omessa comunicazione dei motivi ostativi, sostenendo l'inapplicabilità dell'art. 21-octies ai procedimenti avviati su istanza di parte. Ha poi denunciato la contraddittorietà del provvedimento, poiché la disciplina introdotta dall'art. 9 della D.A.C. n. 118/2025 consentirebbe l'occupazione delle fasce di sosta laterale nelle strade urbane di tipo E, tra cui via Terenzio. In via subordinata ha contestato la classificazione di via Terenzio come strada appartenente alla viabilità principale nel Piano Generale del Traffico Urbano di Roma Capitale, impugnato nella parte in cui tale classificazione preclude l'occupazione richiesta.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha rigettato il motivo procedimentale rilevando che l'omessa comunicazione del preavviso di rigetto non determina l'annullabilità del provvedimento quando, trattandosi di attività vincolata, sia palese che la partecipazione del privato non avrebbe potuto modificarne il contenuto. Ha escluso la contraddittorietà del provvedimento: dagli atti risulta che via Terenzio presenta meri stalli di sosta privi di corsia di manovra. Tali stalli non sono assimilabili alla fascia di sosta laterale prevista dall'art. 9 della D.A.C. n. 118/2025 e definita dall'art. 3, comma 1, del Codice della strada, poiché mancano sia la corsia di manovra sia la separazione dalla carreggiata mediante striscia di margine discontinua. L'occupazione richiesta, consistente nel posizionamento di una pedana sulla sede stradale, al di fuori del marciapiede e su stalli destinati alla sosta veicolare, ricadeva quindi in un'area non consentita. Ha inoltre respinto le censure rivolte al PGTU: la classificazione di una strada come viabilità principale è funzionale alla sicurezza della circolazione e urbana e costituisce limite alla concedibilità dell'occupazione di suolo pubblico commerciale. La ricorrente si è limitata a contestare genericamente la classificazione di via Terenzio, senza indicare specifiche ragioni di incongruità rispetto ai fattori tecnici considerati dal Comune, quali caratteristiche morfologiche della strada e flusso di traffico. Le spese sono state compensate per la parziale novità delle questioni affrontate.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Il preavviso di rigetto costituisce garanzia partecipativa nei procedimenti a istanza di parte; la sua omissione è stata tuttavia ritenuta non invalidante in applicazione dell'art. 21-octies.

  • art. 21-octies l. 241/1990

    L'omessa comunicazione dei motivi ostativi non comporta l'annullabilità dell'atto quando, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che l'apporto partecipativo non avrebbe potuto incidere sul contenuto finale.

  • art. 9 D.A.C. n. 118/2025

    consente le occupazioni di suolo pubblico sulle «fasce di sosta laterale» nelle strade urbane classificate di tipo E

    La disposizione non consente l'occupazione di meri stalli di sosta privi di corsia di manovra e di separazione dalla carreggiata mediante striscia di margine discontinua.

  • art. 3, comma 1, Codice della strada

    La nozione di fascia di sosta laterale presuppone caratteristiche strutturali incompatibili con il mero stallo di sosta privo di corsia di manovra e di separazione dalla carreggiata.

  • art. 38 D.A.C. n. 21/2021

    La concedibilità dell'occupazione di suolo pubblico incontra il limite della sicurezza dettato dal Codice della strada; la classificazione nel PGTU rileva ai fini della preclusione alle occupazioni commerciali.

  • art. 20, comma 3, Codice della strada

    Le occupazioni commerciali nei centri abitati con chioschi, installazioni e tavolini possono essere assentite sui marciapiedi alle condizioni stabilite dalla disposizione, nel rispetto delle esigenze di sicurezza.

Massime di principio

  • L'omessa comunicazione del preavviso di rigetto non comporta l'annullabilità del provvedimento quando l'attività amministrativa è vincolata e risulta palese che l'apporto partecipativo del privato non avrebbe potuto modificarne il contenuto.
  • La disciplina che consente l'occupazione di una fascia di sosta laterale non è estensibile al mero stallo di sosta quando manchino la corsia di manovra e la separazione dalla carreggiata mediante striscia di margine discontinua.
  • La concedibilità di un'occupazione commerciale di suolo pubblico è subordinata ai limiti derivanti dalla sicurezza della circolazione previsti dal Codice della strada e dagli strumenti comunali di pianificazione del traffico.
  • La classificazione di una strada come viabilità principale nel Piano Generale del Traffico Urbano può giustificare il divieto di occupazioni commerciali quando sia funzionale alla tutela della sicurezza urbana e della circolazione.
  • La contestazione della classificazione tecnica di una strada nel PGTU non è sufficiente se formulata in termini generici: il ricorrente deve indicare specifiche ragioni di incongruità rispetto ai fattori tecnici e morfologici posti a fondamento della classificazione.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoCircolazione stradale e viabilitàPartecipazione al procedimento
RamiDemanio e patrimonio pubblicoTrasporti e circolazioneProcedimento amministrativo
IstitutiVizi formali non invalidantiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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