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Ordinanza

Ordinanza n. 523/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento prot. 0018396 del 24.03.2026, a firma del Dirigente Area Tecnica – Ufficio Patrimonio del Comune di Cantù, arch. Fedele Mora, notificato in pari data via pec, avente ad oggetto “Aree acquisite al patrimonio comunale ubicate in Via Selvaregina a Cantù (CO) identificate catastalmente ai mapp. 13580-14949: Comunicazione presa in possesso”; - dell’avviso di avvio del procedimento prot. 0006334 del 6.02.2026, in parte qua;

Giustizia amministrativa202601180

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: comunicazione di presa in possesso relativa ad aree acquisite al patrimonio comunale e, in parte qua, avviso di avvio del procedimento

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, il provvedimento comunale del 24 marzo 2026 avente a oggetto la presa in possesso di aree acquisite al patrimonio comunale, nonché l’avviso di avvio del procedimento del 6 febbraio 2026. Dal testo dell’ordinanza non risultano specificamente illustrati i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nel corso della fase cautelare, l’amministrazione ha adottato un atto del 30 marzo 2026 con cui ha sospeso, ai sensi dell’art. 21-quater l. 241/1990, l’efficacia del provvedimento di immissione in possesso forzoso, in attesa degli accertamenti sul possibile inquinamento del suolo da idrocarburi, della definizione del sedime delle aree oggetto di abuso e della determinazione dei costi di ripristino ambientale e delle eventuali sanzioni.

La decisione

Il TAR ha respinto l’istanza cautelare. La sospensione amministrativa dell’efficacia dell’atto impugnato, disposta fino al completamento degli accertamenti e alla definizione degli interventi e dei relativi costi, ha fatto venir meno un danno concreto e attuale collegato al provvedimento contestato. Di conseguenza, è risultato carente il requisito cautelare del periculum in mora. Il Collegio ha precisato che la ricorrente potrà eventualmente riproporre l’istanza cautelare qualora mutino le condizioni. La società ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese della fase cautelare in favore del Comune, liquidate in euro 1.000,00 oltre IVA e accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 21-quater l. 241/1990

    sospeso “ai sensi dell’art. 21 quater della Legge 7 agosto 1990, n. 241.e s.m.i. l’efficacia del provvedimento di immissione in possesso forzoso”

    La sospensione amministrativa dell’efficacia dell’atto impugnato, protratta fino al completamento degli accertamenti indicati dall’amministrazione, esclude nel caso concreto la sussistenza di un danno concreto e attuale rilevante ai fini cautelari.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base normativa della domanda cautelare incidentale esaminata dal TAR.

Massime di principio

  • La sospensione amministrativa dell’efficacia del provvedimento impugnato può privare la domanda cautelare del requisito del periculum in mora quando, per tutta la durata della sospensione, non residui un danno concreto e attuale derivante dall’atto.
  • Quando l’amministrazione sospende l’efficacia dell’atto fino al completamento di accertamenti necessari a definire l’oggetto degli interventi e i relativi costi, il giudice cautelare può respingere l’istanza per carenza attuale del periculum, senza precludere la riproposizione della domanda al mutare delle condizioni.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareEfficacia ed esecuzione del provvedimento
RamiProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietàSopravvenuta carenza di interesse

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