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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25961/2024 del 03/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di L'Aquila che ha ammesso il condannato alla semilibertà nonostante la condanna per reato ostativo (art. 74 DPR 9/10/1990, n. 309). Il Procuratore generale contestava che il Tribunale avrebbe consentito la misura senza i presupposti richiesti: in particolare rilevava che Sabato aveva svolto ruoli associativi, non aveva collaborato con la giustizia né trasmesso conoscenze utili, aveva mantenuto contatti con soggetti poi coinvolti in narcotraffico, e che i pareri della DNAA e della DDA, contrari, erano stati disattesi. Si lamentava altresì che il Tribunale avesse superato motivazioni di un precedente rigetto senza giustificarne adeguatamente il mutamento di valutazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso come infondato. Ha richiamato il nuovo testo dell'art. 4-bis (modificato dal d.l. 31/10/2022, n. 162, conv. in legge n.199/2022) che ha trasformato la presunzione assoluta di permanenza dei collegamenti in una presunzione relativa suscettibile di essere superata mediante valutazione motivata del giudice. La Corte ha ritenuto corretta e sufficientemente motivata l'istruttoria del Tribunale di sorveglianza, che ha acquisito i pareri e le informazioni previste, ha valutato il lungo periodo di buona condotta, l'uso proficuo dei permessi premio per oltre due anni, l'assenza di rapporti recenti con soggetti mafiosi, la disponibilità a svolgere attività riparativa e le concrete prospettive di reinserimento familiare e lavorativo. Alla luce di tali elementi il Tribunale ha legittimamente ritenuto superata la presunzione relativa ai collegamenti con la criminalità e ha ammesso la semilibertà.

Norme richiamate

  • art. 4-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354 (testo novellato dal d.l. 31/10/2022, n.162, conv. con mod. nella legge 30/12/2022, n.199)

    "l'assegnazione al lavoro esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione (con l'eccezione della liberazione anticipata) possono essere concessi, anche in assenza di collaborazione con la giustizia ai sensi dell'articolo 58-ter, purché gli istanti dimostrino l'adempimento delle obbligazioni civili e degli obblighi di riparazione pecuniaria ... e alleghino elementi specifici, diversi e ulteriori rispetto alla regolare condotta carceraria, ... che consentano di escludere l'attualità di collegamenti con la criminalità organizzata ... nonché il pericolo di ripristino di tali collegamenti"

    La novella trasforma la precedente presunzione assoluta in una presunzione relativa: il giudice può concedere benefici anche in assenza di collaborazione qualora il detenuto produca elementi specifici e il giudice, con gli oneri istruttori previsti, verifichi l'assenza di collegamenti attuali o del pericolo di ripristino.

  • art. 74, DPR 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma del testo unico sugli stupefacenti che riguarda la partecipazione ad attività di traffico di sostanze stupefacenti; il reato rientra tra quelli "ostativi" indicati dall'art. 4-bis come di prima fascia.

  • art. 58-ter (riferimento alla collaborazione con la giustizia)

    Richiamato per distinguere la fattispecie in cui la collaborazione con la giustizia rende non ostativa la misura: la nuova disciplina dell'art.4-bis consente comunque l'accesso ai benefici anche in assenza di collaborazione, purché siano soddisfatti gli ulteriori requisiti.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez.1, n.35682 del 23/05/2023, Catarisano)

    "In tema di misure alternative ... non assume rilievo decisivo la collaborazione ... essendo demandato al giudice ... la valutazione del percorso rieducativo ... e dell'assenza di collegamenti ... mediante gli ampliati poteri istruttori"

    La giurisprudenza conferma l'orientamento che la presunzione non collaborativa è relativa: è compito del giudice di merito esercitare il potere valutativo e istruttorio per verificare l'assenza di collegamenti e il percorso rieducativo.

Massime di principio

  • Dopo la novella 2022 dell'art. 4-bis la presunzione di permanenza dei collegamenti con la criminalità per il non collaborante è relativa e può essere superata da elementi specifici prodotti dal detenuto e da una valutazione istruttoria del giudice.
  • Il giudice di sorveglianza deve acquisire le informazioni e i pareri previsti (comitato per l'ordine e la sicurezza, pubblici ministeri competenti, PNAA, direzione dell'istituto, accertamenti patrimoniali/familiari) e motivare specificamente le ragioni dell'accoglimento o del rigetto.
  • I pareri contrari (es. DNAA, DDA) sono rilevanti ma non vincolanti: il giudice può disattenderli purché dia motivazioni concrete e congrue per spiegare il diverso apprezzamento degli elementi istruttori.
  • Fattori decisivi favorevoli all'ammissione alle misure alternative per reati ostativi sono: lunga e costante buona condotta detentiva, fruizione positiva di permessi premio, comprovata cessazione di contatti rilevanti con ambienti criminali, concrete prospettive di reinserimento lavorativo/familiare, e iniziative risarcitorie o di giustizia riparativa.
  • Se dall'istruttoria emergono indizi di collegamenti attuali o pericolo di ripristino, grava sul detenuto l'onere di fornire, entro un congruo termine, prove idonee a confutare tali indizi.
  • Un precedente rigetto dell'istanza può essere superato da mutati elementi di fatto o comportamento successivo del detenuto; il giudice deve spiegare il cambiamento di valutazione.

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