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Sentenza

Sentenza del 14/06/2019 n. 493 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto

I.C.I. - presupposto dell'imposta - immobili posseduti da consorzi di bonifica - accertamento dell'imposta - legittimità - sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza che aveva annullato un avviso di accertamento ICI relativo all'anno 2009, dell'importo di euro 7.875,00 oltre sanzioni e interessi, per presunta violazione del contraddittorio endoprocedimentale. Il Consorzio ha contestato l'assoggettabilità all'ICI dei beni demaniali affidatigli, l'imposizione sui terreni agricoli e il mancato riconoscimento delle esenzioni previste dall'art. 7, comma 1, lettere a) e b), del D.Lgs. n. 504/1992.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello principale del Comune e respinto l'appello incidentale del Consorzio. Ha stabilito che l'ICI è un tributo non armonizzato e che, per gli accertamenti svolti sulla base di dati catastali e documentali, non sussiste un generale obbligo di contraddittorio preventivo, salvo specifica previsione normativa. Ha inoltre ritenuto il Consorzio soggetto passivo ICI in quanto concessionario ex lege dei beni demaniali affidatigli per l'esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere di bonifica. Le esenzioni invocate non sono state riconosciute: quella prevista dall'art. 7, lettera a), riguarda esclusivamente gli enti pubblici espressamente elencati, mentre quella della lettera b) non si applica a immobili accatastati in categoria D. È stato quindi annullato il precedente giudizio favorevole al Consorzio, confermato l'avviso di accertamento e il Consorzio è stato condannato al pagamento di 500 euro oltre accessori per spese di lite.

Norme richiamate

  • Art. 3, comma 2, D.Lgs. n. 504/1992

    Nel caso di concessione su aree demaniali, soggetto passivo è il concessionario

    Il concessionario di un'area demaniale è soggetto passivo ICI. Il Consorzio di bonifica è stato qualificato come concessionario ex lege dei beni demaniali affidatigli.

  • Art. 2, D.Lgs. n. 504/1992

    Il presupposto dell'ICI sui terreni agricoli sussiste quando il terreno è astrattamente suscettibile di essere utilizzato per le attività agricole previste dall'art. 2135 del codice civile, senza necessità dell'effettivo esercizio di tali attività.

  • Art. 7, comma 1, lettere a) e b), D.Lgs. n. 504/1992

    Sono esenti dall'imposta: a) gli immobili posseduti dallo Stato e dagli altri enti pubblici espressamente indicati, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali; b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9

    Le esenzioni sono tassative e di stretta interpretazione. La lettera a) non si estende ai Consorzi di bonifica, non inclusi nell'elenco normativo; la lettera b) non si applica a immobili accatastati in categoria D.

  • R.D. n. 215/1933

    La legge istitutiva dei Consorzi di bonifica attribuisce loro i compiti di esecuzione, manutenzione ed esercizio delle opere di bonifica. Da tale attribuzione deriva un rapporto qualificabile come concessione gratuita ex lege sui beni demaniali affidati.

  • Art. 12, comma 7, Legge n. 212/2000

    La garanzia del contraddittorio preventivo opera, secondo l'interpretazione richiamata, per gli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche presso i locali del contribuente, non per ogni accertamento a tavolino.

  • Art. 14 delle disposizioni sulla legge in generale

    Le norme speciali che prevedono esenzioni non possono essere applicate oltre i casi espressamente disciplinati, né mediante analogia o interpretazione estensiva.

  • Legge n. 388/2001, art. 18

    È richiamata quale conferma della soggettività passiva del concessionario di aree demaniali ai fini dell'imposta comunale sugli immobili.

Massime di principio

  • Per i tributi non armonizzati, come l'ICI, l'assenza di un contraddittorio preventivo non determina automaticamente l'invalidità dell'accertamento, soprattutto quando l'atto deriva da dati catastali o documentali e non da accessi o verifiche presso i locali del contribuente.
  • Un ente che utilizza beni demaniali in forza di una concessione prevista direttamente dalla legge può essere considerato concessionario e quindi soggetto passivo dell'imposta, anche senza un autonomo atto amministrativo di concessione.
  • Le esenzioni fiscali relative agli enti pubblici sono tassative: non è sufficiente che il soggetto svolga funzioni pubbliche o istituzionali se non rientra espressamente tra gli enti indicati dalla norma.
  • Per l'esenzione collegata alla categoria catastale rileva la classificazione catastale definitiva dell'immobile. Un fabbricato accatastato in categoria D non beneficia dell'esenzione prevista per le categorie E/1-E/9, salvo una tempestiva e vittoriosa contestazione della rendita o della categoria catastale.
  • Per i terreni agricoli il presupposto impositivo può sussistere anche in presenza di una mera astratta idoneità allo svolgimento di attività agricole, senza che sia indispensabile dimostrare l'effettivo esercizio dell'attività sul terreno.
  • In una controversia analoga è essenziale verificare separatamente: il titolo giuridico del possesso del bene, la categoria catastale, l'eventuale inclusione del soggetto tra gli enti esenti e l'esistenza di una specifica norma che imponga il contraddittorio preventivo.

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