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Sentenza

Sentenza del 14/06/2019 n. 15994 - Corte di Cassazione

TRIBUTI DOGANALI - IVA - Accertamento - Beni importati - Regolamenti (CE) nn. 804/68 e 1767/82 - Certificato IMA 1 - Atteggiamento psicologico dell'importatore.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Dogane aveva emesso un avviso di accertamento per il recupero di maggiori prelievi agricoli, IVA e sanzioni, ritenendo indebitamente applicato il regime doganale preferenziale previsto per i prodotti lattiero-caseari. Dopo le importazioni, la società aveva ricevuto dalle esportatrici premi, sconti o rimborsi post vendita, con conseguente riduzione del prezzo effettivamente sostenuto al di sotto del valore soglia richiesto. La società contestava, tra l'altro, l'utilizzabilità della documentazione proveniente dal procedimento penale, il difetto di motivazione dell'avviso, l'assenza di un accordo preventivo sugli sconti, la propria buona fede e l'applicazione dei prelievi e degli interessi.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto legittimo l'utilizzo della documentazione acquisita nell'ambito delle indagini penali anche senza preventiva autorizzazione giudiziaria, nonché adeguata la motivazione dell'avviso per relationem, poiché il processo verbale di constatazione e i documenti richiamati erano conosciuti o conoscibili dalla contribuente. Ha stabilito che il certificato IMA 1 costituisce condizione per ottenere il trattamento preferenziale e che la successiva corresponsione di sconti, premi o rimborsi capaci di ridurre il prezzo sotto il valore soglia rende il certificato non conforme, determinando la perdita del beneficio anche se gli sconti sono stati concessi dopo l'importazione, senza un accordo preventivo e in assenza di mala fede. La società è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 7.000 euro oltre spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Regolamento (CEE) n. 1767/1982

    Il certificato IMA 1 deve attestare che non sono né saranno concessi sconti, premi o altre riduzioni tali da determinare un valore inferiore al valore minimo fissato all'importazione.

    La corretta compilazione del certificato IMA 1 è una condizione sostanziale per ottenere il prelievo doganale preferenziale. Se, anche successivamente, il prezzo effettivo scende sotto il valore soglia, il beneficio viene meno.

  • Regolamento (CE) n. 1600/1995

    Ha modificato la disciplina del regime d'importazione e dei contingenti tariffari per il latte e i prodotti lattiero-caseari ed era applicabile ratione temporis alle importazioni successive al 1° luglio 1995.

  • Regolamento (CEE) n. 2913/1992, art. 29

    Il valore in dogana è collegato al valore di transazione, da determinare considerando il prezzo effettivamente sostenuto o da sostenere, al netto degli sconti effettivamente praticati.

  • Regolamento (CEE) n. 2913/1992, artt. 220 e 239

    Le disposizioni riguardano, rispettivamente, la contabilizzazione a posteriori dei diritti doganali e lo sgravio o rimborso in presenza di una situazione particolare. Nel caso concreto, la buona fede dell'importatore non ha impedito il recupero, poiché la perdita del trattamento preferenziale derivava oggettivamente dalla non conformità del certificato IMA 1.

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 63, comma 1

    L'Amministrazione finanziaria può utilizzare, ai fini dell'accertamento tributario, la documentazione acquisita dalla polizia giudiziaria senza che la mancanza di autorizzazione dell'autorità giudiziaria comporti automaticamente l'invalidità dell'atto impositivo.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 33, comma 3

    La documentazione acquisita nell'ambito delle attività di polizia tributaria può essere valorizzata nell'accertamento fiscale anche quando provenga da attività investigative penali, purché sia utilizzabile e adeguatamente collegata alla pretesa.

Massime di principio

  • Quando un beneficio doganale dipende da un certificato contenente una dichiarazione sul prezzo minimo e sull'assenza di riduzioni, anche sconti o rimborsi concessi dopo lo sdoganamento possono far perdere il beneficio se riducono il prezzo effettivo sotto la soglia prevista.
  • Per escludere il recupero dei dazi non è normalmente sufficiente dimostrare la buona fede dell'importatore: se la violazione della condizione oggettiva del regime preferenziale è accertata, il beneficio può essere negato indipendentemente dall'intenzione o dalla negligenza.
  • Gli accordi sugli sconti non devono necessariamente essere formalizzati prima dell'importazione: documenti contabili, bancari, fatture e altri elementi concordanti possono provare ex post l'esistenza di riduzioni rilevanti.
  • Gli esiti del procedimento penale non vincolano automaticamente il giudice tributario, ma gli atti e le prove raccolti in sede penale possono essere utilizzati nel giudizio fiscale se valutati autonomamente.
  • Un avviso di accertamento motivato per relationem è valido quando richiama atti e documenti già conosciuti o facilmente conoscibili dal contribuente, come un processo verbale di constatazione consegnato o redatto in contraddittorio.
  • Gli operatori che utilizzano certificati o regimi preferenziali devono verificare anche le regolazioni economiche successive alla vendita e conservare una documentazione completa, poiché fatti successivi possono incidere sulla validità originaria della dichiarazione doganale.

Testo integrale

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