Cassazione Penale, Sentenza n. 35287/2023 del 22/08/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Le imputate hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Roma del 24/11/2022 denunciando la nullità per omissione di valutazione della richiesta di rinvio presentata il 22/11/2022 dal loro difensore di fiducia (Avv. Tony Ceccarelli) per concomitante impegno professionale (interrogatorio di indagato detenuto) fissato lo stesso giorno dell'udienza. Hanno lamentato che la celebrazione dell'udienza senza il difensore impedito ha leso il diritto di difesa, configurando una nullità rilevante ai sensi delle norme processuali citate.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Dall'esame degli atti è emersa la richiesta di rinvio trasmessa in data 22/11/2022 alla Cancelleria della Corte d'Appello di Roma, sulla quale la Corte territoriale non si era pronunciata. La Cassazione ha affermato che l'omesso esame della richiesta di rinvio del dibattimento per impegno professionale del difensore determina la nullità assoluta degli atti successivi, inclusa la sentenza, salvo il caso in cui l'udienza si sia limitata a un mero rinvio (circostanza esclusa nel caso di specie). Di conseguenza la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'Appello di Roma per nuovo giudizio.
Norme richiamate
art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.
La norma è richiamata nella doglianza relativa alla nullità per omessa valutazione delle richieste di rinvio e come presidio del diritto di difesa; la Cassazione considera l'omessa pronuncia sulla istanza di rinvio causa di nullità assoluta degli atti successivi.
art. 179, comma 1, cod. proc. pen.
Richiamata in relazione alle garanzie processuali e alla gestione delle udienze quando vi siano impedimenti del difensore; la mancata valutazione della domanda di rinvio integra vizio procedurale rilevante.
art. 420-ter, comma 5, cod. proc. pen.
Richiamato in riferimento alle nullità e al controllo di legittimità delle sentenze; la Corte interpreta l'omessa pronuncia sulla richiesta di rinvio come causa di nullità assoluta degli atti successivi.
art. 606, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.
La Cassazione ha usato la competenza prevista per i vizî di 'error in procedendo' per esaminare anche il fatto mediante accesso diretto agli atti, ritenendo ammissibile la verifica dell'omessa pronuncia sull'istanza di rinvio.
art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma sostanziale che indicava il capo d'imputazione originario (detenzione/traffico di sostanze stupefacenti); citata per contestare i fatti che avevano portato alle condanne poi annullate per vizio processuale.
Massime di principio
- La mancata pronuncia del giudice su una richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore configura una nullità assoluta degli atti successivi, inclusa la sentenza, salvo che l'udienza sia stata meramente rinviata.
- È necessario documentare tempestivamente e formalmente la richiesta di rinvio e conservarne prova (es. ricevuta della cancelleria) poiché l'omesso esame da parte del giudice è deducibile e può essere motivo di annullamento in Cassazione.
- In caso di impedimento del difensore, il giudice deve pronunciarsi sull'istanza; l'inerzia o l'omissione può essere impugnata con ricorso per cassazione per 'error in procedendo' e la Corte di Cassazione può esaminare direttamente gli atti per accertare il vizio.
- Se la nullità è accertata, la Cassazione può annullare la decisione impugnata e disporre la trasmissione degli atti per nuovo giudizio alla Corte d'Appello competente.
- Per tutela preventiva, è consigliabile prevedere un difensore sostitutivo o chiedere esplicitamente l'intervento del giudice per fissare nuova udienza qualora sussista un impedimento certo e documentato del difensore di fiducia.
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