Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 828/2026 - Salerno, Sezione 2

per l’annullamento del provvedimento del Comune di Atripalda n. 0003583 del 10 febbraio 2025, notificato in data 19 febbraio 2025, recante accertamento dell’inottemperanza all’ingiunzione a demolire opere edilizie abusive e acquisizione al patrimonio comunale del bene sito in Atripalda e individuato al foglio 1, p.lla 416, previo frazionamento, per mq 400, cointestato alla ricorrente e a Salvatore De Pasquale, nonché di ogni altro provvedimento inerente, connesso e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202501734

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: accertamento dell'inottemperanza all'ingiunzione di demolizione e acquisizione al patrimonio comunale, previo frazionamento, di 400 mq della particella 416 del foglio 1

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato, mediante trasposizione in sede giurisdizionale di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, l'atto con cui il Comune ha accertato l'inottemperanza all'ordinanza di demolizione n. 2 del 26 marzo 2024 e disposto l'acquisizione al patrimonio comunale di una porzione dell'area comune. Ha dedotto l'erronea individuazione catastale del bene, poiché la particella 416 sarebbe stata rettificata d'ufficio nella particella 488; il difetto di istruttoria; l'illegittimità dell'acquisizione per estraneità e non imputabilità della ricorrente, comproprietaria non responsabile degli abusi e priva, al momento della scadenza del termine per demolire, della disponibilità e del possesso dell'area; la violazione dell'art. 31 del d.P.R. n. 380/2001, l'eccesso di potere, il difetto di motivazione e l'abnormità dell'atto, sostenendo che le opere avrebbero richiesto una SCIA e non un permesso di costruire; infine, l'illegittimità dell'acquisizione di una superficie pari a dieci volte quella dei manufatti abusivi, senza indicazione dei parametri e delle ragioni giustificative, con possibile coinvolgimento dell'area di sedime di fabbricati legittimamente accatastati. Il Comune ha sostenuto che l'individuazione catastale era corretta, che le contestazioni sulla natura degli abusi riguardavano vizi dell'ordinanza di demolizione ormai inoppugnabile e che la ricorrente, dopo aver riacquistato il possesso il 18 gennaio 2025, non aveva provveduto alla demolizione.

La decisione

Il ricorso è stato accolto parzialmente. È stata respinta la censura sull'erronea individuazione del bene, poiché la particella risultava specificamente individuata sia nell'ordinanza di demolizione sia nell'atto di accertamento dell'inottemperanza, anche mediante il riferimento alla particella 416/488. Sono state dichiarate inammissibili le contestazioni sulla natura e sul titolo edilizio necessario per le opere, in quanto riferite all'ordinanza di demolizione, non tempestivamente impugnata e ormai inoppugnabile. È stata respinta anche la deduzione di estraneità della ricorrente: l'abusività dell'opera ha natura reale e l'ordine di demolizione può essere rivolto al proprietario non responsabile; inoltre, una volta riacquistati possesso e disponibilità dell'area il 18 gennaio 2025, la ricorrente non risultava essersi attivata per rimuovere gli abusi. Il ricorso è stato invece accolto quanto all'acquisizione dell'area ulteriore rispetto all'area di sedime. L'acquisizione dell'area di sedime costituisce effetto automatico e vincolato dell'inottemperanza, mentre l'estensione ad aree ulteriori richiede una puntuale motivazione sulle ragioni della necessità e sui parametri utilizzati. Poiché il Comune si era limitato a indicare l'acquisizione di 400 mq a fronte di un abuso di 40 mq, senza motivare l'estensione, il provvedimento è stato annullato limitatamente a tale parte. Le spese sono state compensate per soccombenza reciproca.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Il proprietario di una costruzione abusiva può essere destinatario dell'ordine di demolizione, senza che sia necessario stabilire se egli sia responsabile dell'abuso; l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area di sedime consegue automaticamente all'inottemperanza.

    La responsabilità del proprietario non coincide necessariamente con la responsabilità materiale dell'abuso: il proprietario non responsabile è legittimato passivamente rispetto all'ordine di demolizione. Tuttavia, ai fini delle conseguenze dell'inottemperanza, il proprietario è responsabile quando abbia la disponibilità e il possesso del bene, anche acquisiti successivamente, e non provveda alla demolizione. L'acquisizione dell'area di sedime è automatica e vincolata; l'estensione ad aree ulteriori richiede puntuale motivazione.

  • artt. 7 e 8 l. 241/1990

    L'acquisizione dell'area di sedime, quale effetto automatico e vincolato dell'inottemperanza, non richiede di regola la previa comunicazione di avvio del procedimento.

    La previa comunicazione di avvio non è normalmente necessaria per l'acquisizione dell'area di sedime; diviene necessaria quando l'amministrazione intenda estendere l'acquisizione ad aree ulteriori rispetto all'area di sedime.

Massime di principio

  • L'ordine di demolizione di un'opera abusiva può essere rivolto anche al proprietario estraneo alla realizzazione dell'abuso, poiché l'abusività ha natura reale e segue l'immobile; non è necessario accertare una responsabilità personale del proprietario per adottare la misura demolitoria.
  • Il proprietario non responsabile dell'abuso risponde dell'inottemperanza quando, avendo la disponibilità e il possesso dell'immobile, anche acquisiti successivamente, non provveda alla demolizione delle opere abusive.
  • L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'area di sedime dell'opera abusiva è effetto automatico e vincolato dell'inottemperanza all'ordine di demolizione e l'atto acquisitivo ha, per tale parte, natura meramente dichiarativa.
  • Quando l'amministrazione estende l'acquisizione ad aree ulteriori rispetto all'area di sedime, deve indicare puntualmente le ragioni della necessità dell'estensione e i parametri utilizzati per determinarne la superficie; in mancanza, l'atto è illegittimo limitatamente a tale estensione.
  • Le censure relative alla legittimità, qualificazione edilizia o necessità del titolo abilitativo dell'opera devono essere dedotte tempestivamente contro l'ordinanza di demolizione e non possono essere proposte per la prima volta contro il successivo atto di accertamento dell'inottemperanza e acquisizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaPartecipazione procedimentale

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.