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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45461/2022 del 30/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato era stato dichiarato responsabile del reato previsto dall'art. 14, comma 5-ter, d.lgs. n. 286/1998 per essersi trattenuto illegalmente sul territorio dello Stato oltre il termine previsto nell'ordine del Questore notificato il 17/08/2020, e condannato a 10.000,00 euro di multa. Con ricorso in Cassazione la difesa ha censurato l'erronea esclusione, da parte del Giudice di pace, dell'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità prevista dall'art. 34 d.lgs. n. 274/2000 e ha contestato la lettura della sentenza delle Sezioni Unite n. 53683/17, sostenendo che la norma di cui all'art. 34 può trovare applicazione anche nei reati di competenza del giudice di pace e che l'inottemperanza di un provvedimento emesso da un'Autorità dello Stato non esclude automaticamente la particolare tenuità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato la sentenza impugnata nella parte in cui aveva escluso, in linea di principio, l'applicabilità dell'art. 34 d.lgs. n. 274/2000 alla fattispecie di cui all'art. 14, comma 5-ter, d.lgs. n. 286/1998, rilevando che le Sezioni Unite e la Corte Costituzionale non impediscono l'applicazione dell'istituto della particolare tenuità nei reati di competenza del giudice di pace e che la valutazione richiede un esame concreto. La Corte ha quindi disposto il rinvio per nuovo giudizio al Giudice di pace di Ascoli Piceno, in diversa persona fisica, affinché valuti la sussistenza della causa di non punibilità di cui all'art. 34.

Norme richiamate

  • art. 14, comma 5-ter, d.lgs. n. 286/1998

    Norma contestata come fonte del reato (trattenimento illegale oltre il termine dell'ordine del Questore). La Corte non ha modificato la rilevanza penale del fatto, ma ha ritenuto che l'applicabilità dell'art. 34 debba essere valutata concretamente anche per questa fattispecie.

  • art. 34, d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274

    La Corte ha stabilito che l'art. 34 (esclusione della punibilità per particolare tenuità nei reati di competenza del giudice di pace) può trovare applicazione anche rispetto al reato contestato; non può essere escluso a priori e richiede valutazione fattuale e funzionale (anche in chiave conciliativa).

  • art. 131-bis c.p.

    Le Sezioni Unite avevano affermato che l'esclusione di punibilità per particolare tenuità di cui all'art. 131-bis c.p. non si applica ai reati di competenza del giudice di pace, ma la Corte ha chiarito che ciò non impedisce l'operatività dell'art. 34 del d.lgs. 274/2000 nel relativo sistema sostanziale e processuale.

  • Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 53683/2017

    La sentenza delle Sezioni Unite è stata richiamata e letta nel senso che, pur escludendo l'applicazione dell'art. 131-bis ai reati di competenza del giudice di pace, non impedisce che la disciplina speciale del giudice di pace (art. 34 d.lgs. 274/2000) svolga una funzione conciliativa e possa portare all'esclusione della punibilità in casi concreti.

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 250/2010

    La Corte Costituzionale aveva osservato che l'attribuzione di competenza al giudice di pace rende operante l'istituto dell'esclusione della procedibilità per particolare tenuità (art. 34 d.lgs. 274/2000) nelle ipotesi marginali; questo rilievo è stato utilizzato dalla Cassazione per smentire l'esclusione categorica dell'art. 34.

  • Cass. Sez. I, n. 35742/2013 e n. 28077/2020

    Giurisprudenza di legittimità confermativa del principio interpretativo secondo cui l'art. 34 del d.lgs. 274/2000 si riferisce ai reati indicati nel titolo IV e va applicata nell'ambito dei reati di competenza del giudice di pace quando ricorrono le condizioni previste.

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020 (procedura di trattazione scritta)

    Norma procedurale richiamata per giustificare la trattazione del processo con contraddittorio scritto, senza discussione orale, in assenza di richiesta delle parti.

Massime di principio

  • Non va esclusa a priori l'applicabilità dell'art. 34 d.lgs. 274/2000 (esclusione della punibilità per particolare tenuità) ai reati di competenza del giudice di pace: la valutazione è di natura fattuale e richiede l'esame delle circostanze concrete.
  • La pronuncia delle Sezioni Unite che limita l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. non impedisce l'operatività delle norme speciali (art. 34 d.lgs. 274/2000) che svolgono una funzione conciliativa per i reati devoluti al giudice di pace.
  • Quando il giudice esclude l'applicabilità di una causa di non punibilità per ragioni di principio (ad es. offensività oggettiva), la Corte può annullare se tale esclusione è basata su un'errata interpretazione normativa e rinviare per nuova valutazione concreta.
  • In ipotesi di inottemperanza a provvedimenti amministrativi o a ordini di autorità, occorre compiere una valutazione comparata fra offensività dell'interesse protetto e marginalità del comportamento: non è automatico che la qualità dell'atto (emanato da un'Autorità dello Stato) precluda la particolare tenuità.
  • Le parti possono chiedere espressamente al giudice di valutare l'applicazione dell'art. 34; se il giudice rigetta la richiesta con motivazione insufficiente o errata, è percorso possibile il ricorso in Cassazione con esito favorevole e rinvio.

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