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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46202/2023 del 16/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza che confermava il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta e per equivalente (fino a C 4.284.700) disposto dal GIP. Il ricorrente deduceva: 1) vizio di motivazione, in particolare mancanza o apparente carenza della motivazione sul fumus commissi delicti rispetto alla qualificazione della partecipazione all'associazione per delinquere e alla rilevanza delle risultanze (contatti, sistemi di comunicazione, esiti dei controlli), contestando che il Tribunale del riesame si sia limitato a ripetere la motivazione del decreto senza un effettivo esame critico; 2) vizio di motivazione sul periculum in mora, censurando la motivazione ritenuta generica e fondata sulla sola fungibilità del denaro e su affermazioni apodittiche circa la capacità di reimpiego e dispersione, senza indicare elementi concreti riferibili al ricorrente e senza considerare la quantificazione del profitto oggetto di sequestro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il primo motivo (violazione di legge relativo al fumus): ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse effettivamente indicato e valutato specifici elementi indiziari e che le doglianze del ricorrente attengono alla valutazione del fatto, non sindacabile in sede di art. 325 c.p.p. Ha invece accolto il secondo motivo (periculum in mora): richiamando il principio delle Sezioni Unite (sent. Ellade, n. 36959/2021) e successiva giurisprudenza, la Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione che deduce il pericolo di dispersione sulla sola base della natura fungibile del denaro e di affermazioni generiche circa il reimpiego o l'uso di terzi. Ha quindi annullato l'ordinanza nella parte relativa alla motivazione sul periculum in mora e ha disposto il rinvio al tribunale competente per nuovo esame limitato a tale profilo.

Norme richiamate

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di riesame delle misure reali alla violazione di legge; esclude il sindacato pieno sulla valutazione del fatto salvo motivazione mancante o apparente.

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Richiama l'obbligo di motivazione in generale; la mancanza totale di motivazione configura violazione di legge.

  • art. 321 comma 2 cod. proc. pen.

    Prevede il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; impone che il provvedimento contenga motivazione anche sul periculum in mora.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma sulla confisca del profitto del reato, collegata alla finalità del sequestro preventivo disposto in vista della confisca.

  • art. 316 cod. proc. pen.

    Rinvoke parallele con il sequestro conservativo: la giurisprudenza richiede valutazioni prognostiche sulla insufficienza o possibile depauperamento del patrimonio a garanzia dell'azione.

  • Sez. U., sent. n. 36959 del 24/06/2021 (Ellade)

    Il provvedimento di sequestro preventivo di cui all'art. 321, comma 2, cod. proc. pen., finalizzato alla confisca di cui all'art. 240 cod. pen., deve contenere la concisa motivazione anche del "periculum in mora", da rapportare alle ragioni che rendono necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo della confisca rispetto alla definizione del giudizio

    Principio guida: il giudice deve motivare specificamente il periculum in mora in relazione alle ragioni che rendono necessaria l'anticipazione della confisca; non è sufficiente una motivazione generica.

  • Sez. 4, n. 41861 del 14/09/2023 (Zhang)

    Conferma che non è sufficiente motivare il periculum richiamando la sola natura fungibile del denaro; occorrono elementi concreti attinenti alla fattispecie in esame.

  • Sez. 3, n. 41602 del 14/09/2023 (Testa)

    Analogamente afferma che la fungibilità del denaro non giustifica da sola il periculum; serve specificazione delle ragioni per l'immediata apprensione.

  • art. 74 DPR n. 309 del 1990

    Riferimento normativo per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti contestato all'indagato.

  • art. 73 DPR n. 309 del 1990

    Norma sui delitti relativi agli stupefacenti (trasporto, detenzione e spaccio) richiamata nei capi di imputazione.

Massime di principio

  • In sede di ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame delle misure reali è consentita la censura solo per violazione di legge: non è ammesso il sindacato libero sulla valutazione degli elementi di prova, salvo che la motivazione sia assente o meramente apparente.
  • La motivazione sul fumus commissi delicti deve indicare e valutare elementi concreti e pertinenti; tuttavia le contestazioni che mirano a una diversa valutazione probatoria rilevano come questioni di fatto non sindacabili in cassazione ai sensi dell'art. 325 c.p.p.
  • Per il periculum in mora, e segnatamente quando è sequestrato denaro o beni fungibili, non è sufficiente affermare la possibilità di dispersione sulla base della sola natura del bene: il giudice deve specificare le ragioni concrete (condotte dell'indagato, elementi sulle modalità di reimpiego, contatti con terzi, rischi di trasferimento all'estero, ecc.) che giustificano l'immediata apprensione.
  • La giurisprudenza impone che la motivazione del sequestro preventivo finalizzato alla confisca espliciti il carattere 'anticipatorio' della misura rispetto alla pronuncia definitiva e renda comprensibile perché non sia possibile attendere l'esito del processo.
  • Nei giudizi incidentali reali (sequestro/conservativo) possono essere sollevate questioni solo nella misura in cui incidono concretamente sulla restituzione o sull'entità del bene; la quantificazione del profitto confiscabile e l'applicazione di eventuali regole solidaristiche vanno valutate nei limiti in cui influiscono sul bene sequestrato.

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