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Ordinanza

Ordinanza n. 2402/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202507921

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania che aveva definito il giudizio di primo grado, concernente l'attendibilità di esami diagnostici su capi bufalini

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

L'azienda sanitaria locale ha proposto appello avverso la sentenza del TAR Campania n. 5430/2025. Dall'ordinanza non risultano esposti in dettaglio i motivi di appello. Nel corso del giudizio, già interessato dall'ordinanza n. 1055/2026, il verificatore originariamente nominato ha chiesto di essere esonerato dall'incarico. La questione tecnica da accertare riguarda l'attendibilità di un esame sierologico negativo eseguito su capi bufalini, preceduto da un test con tampone vaginale risultato positivo, e in particolare se l'esame sierologico negativo sia inidoneo a certificare l'assenza della patologia e se possa produrre risultati falsi negativi.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta del verificatore originario di essere esonerato dall'incarico e lo ha sostituito con un professore del Dipartimento di scienze veterinarie dell'Università di Pisa. Ha disposto una verificazione tecnica, incaricando il nuovo verificatore di acquisire ed esaminare la documentazione agli atti e ogni ulteriore documentazione ritenuta utile, svolgere le necessarie visite sui capi e depositare nel fascicolo digitale una relazione corredata dai documenti pertinenti. Il quesito impone di accertare se il test sierologico negativo, dopo il tampone vaginale positivo, sia inidoneo a certificare l'assenza della patologia, se sia attendibile e se possa dare risultati falsi negativi. L'incarico deve essere eseguito entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. È stato liquidato un anticipo di 1.500 euro, provvisoriamente posto a carico dell'appellante. La fissazione dell'udienza pubblica di merito è stata riservata a successivo decreto presidenziale; ogni ulteriore decisione sul merito, sul rito e sulle spese è stata riservata alla definizione del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 65 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento dei poteri istruttori del giudice amministrativo.

  • art. 66 c.p.a.

    Richiamato in relazione alla verificazione disposta nel processo.

  • art. 67 c.p.a.

    Richiamato unitamente alle disposizioni in materia di attività istruttoria e verificazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte appellata.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato in relazione alla tutela dei dati personali appartenenti a categorie particolari.

Massime di principio

  • Nel giudizio amministrativo il giudice può disporre una verificazione tecnica quando la decisione dipende dall'accertamento di fatti o questioni specialistiche non risolvibili sulla sola base degli atti processuali.
  • Il verificatore può essere sostituito quando chiede di essere esonerato dall'incarico; il giudice procede alla nuova nomina e definisce il quesito, le attività da svolgere e il termine per il deposito della relazione.
  • Il quesito affidato al verificatore può comprendere l'acquisizione e l'esame della documentazione, l'eventuale raccolta di ulteriori elementi e l'esecuzione di visite o accertamenti diretti, purché tali attività siano funzionali alla completa risposta al quesito.
  • La disposizione di una verificazione non anticipa la decisione sul merito: quest'ultima resta riservata all'esito dell'istruttoria, così come le ulteriori decisioni sul rito e sulle spese.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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