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Sentenza

Sentenza n. 3164/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio - sezione staccata di Latina (sezione prima) n. 649/2023

Giustizia amministrativa202402528

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio - Latina n. 649/2023, che aveva respinto il ricorso contro l'ordinanza comunale di demolizione e rimozione di una parte delle serre, realizzate in eccedenza rispetto alla superficie massima consentita

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti hanno impugnato la sentenza del TAR deducendo, in sintesi: l'inquadrabilità delle serre, prive di opere di fondazione, con struttura tubolare metallica e copertura in film plastico, nell'attività edilizia libera prevista dall'art. 6, comma 1, lett. e), d.P.R. 380/2001; l'erroneità della declaratoria di tardività dei motivi aggiunti proposti contro il regolamento edilizio comunale e le relative modifiche; la nullità della notificazione dell'ordinanza di demolizione per carenza della relata; il difetto di motivazione dell'ordinanza, anche in relazione alla memoria con cui uno dei proprietari si era dichiarato estraneo ai fatti per avere concesso in affitto la propria quota di terreno; l'omessa considerazione del carattere mobile e stagionale delle serre e, quindi, dell'assenza di rilevanza del superamento della superficie massima. Il Comune ha chiesto il rigetto dell'appello.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato la sentenza del TAR. Ha rilevato che i motivi d'appello riproponevano sostanzialmente le censure di primo grado senza confrontarsi adeguatamente con il dato decisivo del superamento, per 4.311 mq, della superficie assentita, tale da determinare nella sostanza un raddoppio della superficie ammessa. Ha escluso l'applicabilità dell'attività edilizia libera, poiché le serre non erano mobili né stagionali, ma risultavano ancorate al suolo con destinazione permanente; inoltre, il superamento del limite previsto dalla disciplina regionale rendeva abusivo l'intervento. I motivi aggiunti sono stati ritenuti tardivi, poiché le delibere impugnate erano state pubblicate all'albo pretorio e non potevano essere contestate per la prima volta circa nove anni dopo i fatti e comunque oltre il termine decorrente dalla conoscenza dell'ordinanza di demolizione. È stata confermata la validità della notificazione, essendo stato raggiunto lo scopo dell'atto, conosciuto e tempestivamente impugnato. È stato inoltre ribadito che l'ordine di demolizione di un abuso edilizio privo di titolo ha natura vincolata e non richiede una motivazione specifica sulle ragioni di pubblico interesse, neppure quando sia adottato a distanza di tempo, sia rivolto al proprietario attuale non responsabile dell'abuso o riguardi un abuso potenzialmente sanabile. La sanabilità non deve essere valutata d'ufficio dall'amministrazione, spettando all'interessato presentare l'istanza di sanatoria, la cui proposizione sospende l'efficacia dell'ordine fino alla definizione della domanda. Le spese del grado, pari a 4.000 euro oltre accessori, sono state poste a carico degli appellanti.

Norme richiamate

  • art. 6, comma 1, lett. e), d.P.R. 380/2001

    le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell'attività agricola

    L'attività edilizia libera riguarda esclusivamente serre mobili e stagionali, prive di strutture in muratura e funzionali all'attività agricola; non comprende serre ancorate al suolo con destinazione permanente.

  • l. reg. Lazio n. 34/1996

    La disciplina regionale stabilisce un limite massimo di superficie per le serre in rapporto all'estensione del fondo agricolo; il superamento del limite, nella misura accertata, determina l'abusività dell'intervento.

  • artt. 3 e 7 l. 241/1990

    Non è stata ravvisata una violazione dell'obbligo di motivazione o di partecipazione procedimentale idonea a incidere sulla legittimità dell'ordine di demolizione.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in epigrafe con riferimento alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • L'attività edilizia libera prevista per le serre agricole opera soltanto quando il manufatto sia simultaneamente mobile, stagionale, privo di strutture in muratura e funzionale all'attività agricola; una serra ancorata al suolo con destinazione permanente non rientra in tale previsione.
  • Il superamento del limite massimo di superficie stabilito dalla disciplina regionale per le serre agricole integra abusività anche quando le opere siano realizzate con materiali leggeri e prive di fondazioni in muratura.
  • L'ordine di demolizione relativo a un abuso edilizio privo di titolo ha natura vincolata e non richiede una specifica motivazione sulle ragioni di interesse pubblico ulteriori rispetto al ripristino della legalità violata, anche se adottato a distanza di tempo o nei confronti del proprietario attuale non responsabile dell'abuso.
  • L'amministrazione non è tenuta a verificare d'ufficio, prima di ordinare la demolizione, la possibile sanabilità dell'abuso; tale valutazione presuppone la presentazione di un'apposita istanza da parte dell'interessato, la quale sospende l'efficacia dell'ordine fino alla sua definizione.
  • La notificazione irregolare non determina l'invalidità dell'atto quando, in concreto, l'atto sia stato conosciuto dal destinatario e tempestivamente impugnato, con pieno raggiungimento dello scopo della notifica.
  • I motivi aggiunti proposti tardivamente contro atti generali o regolamentari ritualmente pubblicati non possono essere resi ammissibili dalla mera allegazione della loro ignoranza, soprattutto quando siano introdotti molti anni dopo la pubblicazione e dopo la conoscenza dell'atto applicativo.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziMotivazione del provvedimentoTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiDecadenza e tardivitàVizi formali non invalidantiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazione

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