Cassazione Penale, Sentenza n. 18651/2022 del 11/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la decisione di consegna per estradizione verso l'Albania, articolando tre censure: 1) la sentenza al fondamento del mandato di arresto non sarebbe definitiva perché sarebbe pendente un ricorso in Cassazione nello Stato albanese (si sostiene che ciò precluderebbe la consegna e rileva la stabilità del ricorrente in Italia); 2) si chiedeva la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per la presenza di un'abitazione stabile e di una compagna disponibile; 3) si deduceva che l'estradizione impedirebbe la partecipazione al processo d'appello in Italia per altro procedimento a lui a carico, con conseguente pregiudizio al diritto di difesa.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse accuratamente verificato la documentazione: a) il ricorso in Cassazione in Albania era stato proposto dal Pubblico Ministero avverso l'assoluzione di un coimputato e non contro la condanna di Lekaj; b) l'ordine di esecuzione indicava che la sentenza di condanna di Lekaj era divenuta definitiva il 11 novembre 2016; c) la Corte di appello ha motivato le ragioni per cui non è stata concessa la misura meno afflittiva. Inoltre la Corte ha affermato che l'estradizione non lede il diritto di difesa relativo al processo d'appello in Italia, perché il giudizio non potrebbe in ogni caso svolgersi in sua assenza a causa del legittimo impedimento derivante dalla detenzione all'estero. Conseguentemente il ricorso è inammissibile; il ricorrente è condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende; disposizioni di trasmissione alla Cancelleria ai sensi dell'art. 203 disp. att. cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 203 disp. att. cod. proc. pen.
art. 203 disp. att. cod. proc. pen.
norma di carattere procedurale relativa agli adempimenti di cancelleria successivi alla pronuncia; la Corte ordina gli adempimenti di registrazione/trasmissione conseguenti alla decisione
principio giurisprudenziale (Sezioni unite e sezioni penali della Corte di cassazione)
Sez. 6, n. 13994 del 20/03/2018 (Ademi); Sez. 4, n. 47497 del 03/11/2011 (Gasi)
il giudizio d'appello in Italia non può essere regolarmente celebrato in assenza dell'imputato quando sussiste un legittimo impedimento, quale la detenzione dell'imputato all'estero; tale situazione non impedisce di regola la consegna/estradizione
Massime di principio
- La mera pendenza di un ricorso all'estero non impedisce automaticamente l'estradizione: va verificata la natura del gravame e se incide sulla definitività della sentenza a carico dell'interessato.
- Spetta al ricorrente provare che esiste un effettivo impedimento giuridico alla consegna; la corte valutera' la documentazione ufficiale che attesti la pendency e la titolarità del ricorso.
- La sostituzione della custodia carceraria con misure meno afflittive (arresti domiciliari con braccialetto) richiede che il giudice motivi il rigetto: la disponibilità di una dimora stabile non è di per sé sufficiente se sussistono esigenze cautelari contrastanti.
- L'estradizione non annulla automaticamente i diritti processuali relativi a procedimenti pendenti in Italia: la detenzione all'estero può costituire legittimo impedimento e impedire lo svolgimento del processo in assenza dell'imputato, senza precludere la consegna.
- Le decisioni delle corti nazionali sono fondate sulla verifica documentale e sulla distinzione tra ricorsi proposti dal pubblico ministero e quelli proposti dall'imputato; questa distinzione è cruciale per stabilire la definitività della condanna.
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