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Cassazione Civile, Ordinanza n. 32513/2021 del 08/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione non è entrata nel merito dei motivi di ricorso perché è intervenuta rinuncia al ricorso stesso. Di conseguenza ha dichiarato estinto il giudizio. Non è stata pronunciata condanna alle spese, in considerazione della mancata costituzione difensiva dell'intimato.

Esito

ESTINZIONE

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasceva dalla domanda di risarcimento proposta da un soggetto che assumeva di aver riportato gravi lesioni cadendo da un motoveicolo mentre attraversava una via comunale, in conseguenza del dissesto del manto stradale. Il Tribunale aveva accolto solo parzialmente la domanda, ravvisando un concorso di colpa della vittima nella misura del 40%. La Corte d'appello riformava integralmente la decisione e rigettava la pretesa risarcitoria, valorizzando due profili: da un lato, la circolazione con una motocicletta da motocross non abilitata alla circolazione, priva di targa, carta di circolazione e assicurazione; dall'altro, la piena conoscenza da parte del conducente delle condizioni della strada, avendola già percorsa più volte. Il ricorrente censurava tale decisione con due motivi: con il primo denunciava violazione e falsa applicazione degli artt. 2051, 2043, 2056 e 1227 c.c., oltre agli artt. 115 e 116 c.p.c., sostenendo che la Corte territoriale aveva errato nel ritenere interrotto il nesso causale, poiché il dissesto del manto stradale non costituiva un evento imprevedibile e la conoscenza dello stato dei luoghi non poteva esonerare il Comune dal mantenere la strada in condizioni di sicurezza e di segnalarne il pericolo; con il secondo lamentava omesso esame di un fatto decisivo, individuato nella delibera comunale di lavori urgenti di manutenzione, che dimostrava la consapevolezza dell'ente circa la necessità degli interventi.

Norme richiamate

  • art. 2051 c.c.

    richiamato dal ricorrente come norma sulla responsabilità da cosa in custodia, per sostenere la responsabilità del Comune per il dissesto della strada

  • art. 2043 c.c.

    richiamato dal ricorrente in tema di responsabilità aquiliana per il danno derivante dalla cattiva manutenzione della strada

  • art. 2056 c.c.

    richiamato dal ricorrente quale norma sul risarcimento del danno nella responsabilità extracontrattuale

  • art. 1227 c.c.

    richiamato dal ricorrente in relazione al concorso colposo del danneggiato e alla rilevanza della sua condotta

  • art. 115 c.p.c.

    richiamato dal ricorrente come parametro della valutazione delle prove e dei fatti allegati

  • art. 116 c.p.c.

    richiamato dal ricorrente come parametro della valutazione delle prove

  • art. 380-bis c.p.c.

    richiamato nella fase camerale per la proposta del relatore

  • art. 91 c.p.c.

    implicitamente rilevante per le spese, che non sono state poste a carico di alcuna parte per la mancata difesa dell'intimato

Massime di principio

  • Quando il ricorrente rinuncia al ricorso per cassazione, il giudizio va dichiarato estinto senza esame dei motivi di impugnazione.
  • In caso di estinzione del giudizio per rinuncia e assenza di difese dell'intimato, non vi è luogo a provvedere sulle spese.
  • Le censure fondate sulla responsabilità da custodia o aquiliana del ente proprietario della strada possono investire sia il nesso causale sia il concorso colposo del danneggiato, ma restano assorbite se il ricorso viene dichiarato estinto per rinuncia.
  • La conoscenza del luogo da parte del danneggiato e l'eventuale condotta imprudente possono essere prospettate come fattori incidenti sul nesso causale e sul concorso di colpa, ma la loro valutazione di merito non è scrutinata in cassazione se il giudizio si estingue per rinuncia.

Come è indicizzato

MaterieResponsabilità della PA
RamiResponsabilità civile
IstitutiNesso di causalitàOnere della prova

Testo integrale

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