Cassazione Penale, Sentenza n. 17497/2023 del 27/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione per violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla mancata applicazione della causa di non punibilita prevista dall'art. 131-bis cod. pen. (particolare tenuita del fatto). Il ricorrente ha sostenuto che i precedenti penali richiamati dai giudici di merito non sono della stessa indole del reato contestato e quindi non ostano all'applicabilita di 131-bis; ha inoltre contestato l'uso della natura di reato permanente come motivo ostativo, richiamando la giurisprudenza che ammette l'applicazione di 131-bis a qualsiasi ipotesi criminosa nei limiti della norma.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure: da un lato ha osservato che i precedenti penali del ricorrente riguardano reati di diversa natura e quindi non possono automaticamente escludere 131-bis; dall'altro ha confermato la correttezza della valutazione dei giudici di merito secondo cui il reato contestato (rientro illegale dopo espulsione) e un reato permanente e la protratta permanenza sul territorio nazionale comporta una compressione durevole del bene giuridico, rendendo impraticabile la qualificazione della condotta come di particolare tenuita. Per tali ragioni il rigetto e stato confermato e il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
art. 13, comma 13, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico sull'immigrazione)
Norma contestata che sanziona il rientro nel territorio nazionale dopo espulsione. E stato considerato reato permanente in relazione alla protratta presenza sul territorio.
art. 131-bis cod. pen.
Prevede l'esclusione della punibilita per particolare tenuita del fatto se il reato e di pena minima non superiore a 5 anni e il comportamento non e abituale. La Corte chiarisce che i precedenti ostano solo se configurano abitualita o piu reati della stessa indole.
art. 133 cod. pen.
Richiamato per i parametri di valutazione del grado di colpevolezza, delle modalita della condotta e dell'entita del danno o del pericolo nel valutare la particolare tenuita.
art. 616 cod. proc. pen.
Applicato per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento a seguito del rigetto del ricorso.
Massime di principio
- La causa di non punibilita per particolare tenuita prevista dall'art. 131-bis e applicabile solo se il fatto e di scarsa offensivita e il comportamento non e abituale: la mera esistenza di precedenti non e sufficiente per escluderla, salvo che i precedenti dimostrino abitualita o costituiscano piu reati della stessa indole.
- Nei reati permanenti (es. permanenza illegale dopo espulsione) l'applicabilita di 131-bis e piu difficoltosa: finche la condotta offensiva del bene giuridico si protrae, la particolare tenuita non puo essere riconosciuta; la durata della permanenza e rilevante nella valutazione della offensivita.
- In giudizio, per ottenere il riconoscimento di 131-bis l'imputato deve documentare l'assenza di abitualita (distinzione netta tra precedenti di natura diversa) e dimostrare la limitata offensivita del fatto secondo i parametri di cui all'art. 133 (modalita, danno/pericolo, grado di colpevolezza).
- La giurisprudenza consolidata richiede una valutazione complessiva e comparativa di tutti gli elementi del caso concreto: i giudici di merito devono motivare sia sull'eventuale abitualita sia sull'impatto della natura permanente del reato nella valutazione della tenuita.
- Strategia difensiva consigliata: evidenziare la diversita dei precedenti, contestare la sussistenza di comportamenti seriali della stessa indole, e se si tratta di reato permanente, dimostrare la cessazione della permanenza o la sua brevissima durata per provare l'esiguita del danno/pericolo.
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