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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27090/2024 del 09/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorsi contro la sentenza della Corte di appello di Bari del 24/02/2023. Le censure principali riguardavano: carenza e vizio di motivazione (mancata 'motivazione rafforzata' necessaria per riformare una assoluzione di primo grado); travisamento e valutazione erronea delle prove in ordine alle imputazioni di concussione (capi A e G) e di induzione indebita (capo B); mancata derubricazione da concussione a induzione indebita; contestazione della sussistenza del reato di peculato (capo C) per l'uso/appropriazione di carburante presso la società privata ASPICA; errori nella quantificazione della pena e nel riconoscimento delle attenuanti; e rilievi sulla prescrizione di reati. Sono state altresì dedotte rilevanti questioni di diritto relative alla qualificazione giuridica della condotta (concussione vs induzione indebita) e alla rilevanza pubblicistica di beni/servizi gestiti da società private incaricate di servizio pubblico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi nei limiti indicati: ha ritenuto complessivamente corretta l'analisi della Corte di appello circa la motivazione (respinto il profilo generale di carenza di motivazione rafforzata), ma ha annullato senza rinvio le condanne per il reato di peculato (capo C) nei confronti di Camporeale, Barra e D'Errico perché il fatto non sussiste. Ha altresì ritenuto che i fatti contestati ai capi A) e G) dovessero essere riqualificati come induzione indebita (art. 319‑quater c.p.) e, conseguentemente, ha dichiarato estinti per prescrizione tali reati (poiché risalenti al 2006). Le statuizioni civili (risarcimento alla parte civile Valerio/Francesco) sono state confermate, in quanto la riqualificazione non cancella l'obbligo risarcitorio. Per i restanti motivi (reati già prescritti in appello o senza condanna civile) i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili per carenza di interesse. In sintesi: annullamento delle condanne per peculato, estinzione per prescrizione dei reati di concussione riqualificati in induzione indebita, conferma della responsabilità civile.

Norme richiamate

  • art. 319-quater cod. pen.

    Norma sull'induzione indebita: la Corte ha ritenuto che molte condotte riconducibili agli scambi di utilità tra sindaco e imprenditore fossero più coerentemente qualificate come induzione indebita (persuasione/pressione con vantaggio indebito per il privato) e non come concussione; ciò ha comportato la declaratoria di prescrizione.

  • art. 317 cod. pen. (richiamato nel ricorso)

    Norma richiamata in relazione alla concussione: il ricorrente ha contestato l'applicazione/valutazione della fattispecie di concussione; la Corte di Cassazione ha richiamato la giurisprudenza (Sez. U, Maldera) per distinguerla dall'induzione indebita.

  • art. 314 cod. pen.

    Norma sul peculato: la Cassazione ha ritenuto che l'appalto/gestione del servizio da parte di una società privata (ASPICA) non impone automaticamente la qualifica pubblicistica dei beni e dei soggetti, con la conseguenza che l'appropriazione di carburante dalla società non integra il peculato nel caso concreto.

  • artt. 357 e 358 cod. pen.

    Riferimenti sulla nozione di pubblico ufficiale/incaricato di pubblico servizio: la Corte ha evidenziato che la mera esecuzione di un servizio pubblico da parte di un soggetto privatistico non trasforma automaticamente la natura dei suoi beni né attribuisce ai suoi agenti la qualifica di incaricati di pubblico servizio ex lege.

  • legge n. 190/2012 (anticorruzione)

    Richiamata in relazione alla giurisprudenza Cassazione che ha affrontato la riqualificazione tra concussione e induzione indebita e gli effetti civilistici della riqualificazione: la riqualificazione non esclude il diritto al risarcimento per la persona offesa al momento del fatto.

Massime di principio

  • Differenza concussione vs induzione indebita: la concussione presuppone un abuso costrittivo (minaccia o pressioni tali da arrecare un danno ingiusto e limitare gravemente la libertà di autodeterminazione), mentre l'induzione indebita consiste in persuasione/pressione che trova motivazione anche in un vantaggio indebito per il privato; nei casi ambigui occorre un'analisi approfondita degli elementi fattuali per identificare quale elemento (danno antigiuridico vs vantaggio indebito) abbia avuto prevalenza.
  • Qualificazione dei beni e soggetti in appalto: l'affidamento ad una società privata dello svolgimento di un servizio pubblico (appalto) non trasforma automaticamente la natura pubblicistica dei suoi beni né attribuisce ai suoi dipendenti la qualifica di incaricati di pubblico servizio; la configurabilità del peculato richiede che il bene abbia vincoli di destinazione pubblicistica o che il soggetto rivesta concretamente una qualità pubblicistica.
  • Limiti del sindacato della Cassazione sulla motivazione: la Corte di Cassazione non può sostituirsi al merito per rivalutare il materiale probatorio se la Corte d'appello ha compiuto un'analitica e motivata rivalutazione; la mancanza di una formula verbale di 'motivazione rafforzata' non è decisiva se risulta dall'analisi concreta che il giudice d'appello ha confrontato le risultanze probatorie con le ragioni del primo giudice.
  • Effetti della riqualificazione sulla responsabilità civile: la riqualificazione penale (es. da concussione a induzione indebita) non estingue automaticamente le pretese civili della persona offesa: l'accertamento fattuale dell'esistenza di richieste o dazioni può preservare l'obbligo risarcitorio anche se la qualificazione penale cambia.
  • Prescrizione e riqualificazione: la riqualificazione di un fatto in una tipologia penalmente meno grave può comportare effetti sulla prescrizione (es. estinzione del reato per prescrizione); è pertanto cruciale verificare i termini temporali e le sospensioni/interruzioni utili.
  • Incertezza probatoria e rinnovazione istruttoria: quando emergono versioni complesse e relazioni di interesse reciproco tra pubblici poteri e imprenditori, i giudici devono motivare con attenzione la valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni e collegare le singole poste probatorie al quadro complessivo senza semplici sostituzioni di valutazione.

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