Cassazione Penale, Sentenza n. 43484/2022 del 16/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugna l'ordinanza del GIP che, a fronte dell'arresto operato dalla polizia giudiziaria per furto aggravato, aveva disposto la mancata convalida dell'arresto. Il nodo giuridico contestato riguarda la qualificazione dell'aggravante della "violenza sulle cose": il GIP aveva ritenuto che il taglio e la cucitura dei teli sottratti costituissero attività ordinarie e conformi alla normale destinazione del bene, escludendo quindi la violenza sulle cose e considerato l'arresto non obbligatorio. Il PM invece sosteneva che il taglio e la cucitura erano eseguiti per esigenze personali dell'indagato, determinando una trasformazione e un mutamento di destinazione del bene tali da integrare la violenza sulle cose (e, quindi, configurare un'aggravante che rendeva obbligatoria la convalida dell'arresto ai sensi dell'art. 380 co.2 lett. e) c.p.p.).
La decisione
La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo del ricorso. Ha stabilito che la nozione di "violenza sulle cose" comprende anche le ipotesi in cui la cosa venga trasformata o ne sia mutata la destinazione; nel caso concreto il taglio e la cucitura dei teli, operati per esigenze diverse da quelle dell'azienda, hanno determinato una trasformazione/parziale distacco della "res" e un mutamento di destinazione, integrando l'aggravante. Alla luce di ciò la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del GIP che non aveva convalidato l'arresto, accogliendo il ricorso del Procuratore e ritenendo che l'arresto non avrebbe dovuto essere lasciato insoddisfatto. (La decisione è pronunciata ai sensi dell'art. 620 co.1 lett. l) c.p.p., con disposizione finale di restituzione come indicato nel provvedimento.)
Norme richiamate
art. 624 cod. pen. (furto)
Norma base che disciplina il reato di furto; utilizzata come fattispecie fondamentale rispetto alle condotte contestate.
art. 625 comma 1 n. 2 cod. pen. (aggravanti del furto)
Contiene le aggravanti del furto, tra cui la violenza sulle cose e l'uso di mezzi fraudolenti; la qualificazione sotto questa norma è stata centrale per decidere sulla obbligatorietà della convalida dell'arresto.
art. 61 n. 11 cod. pen.
Aggravante per abuso di relazioni di ufficio o di prestazione d'opera (es. approfittare del rapporto di lavoro per sottrarre beni); riconosciuta dal GIP come sussistente nel caso.
art. 392 secondo comma cod. pen.
«allorché la cosa viene danneggiata o trasformata, o ne è mutata la destinazione»
La Corte richiama testualmente la definizione normativa per affermare che non è necessario un danno materiale: la trasformazione o il mutamento di destinazione integrano la violenza sulle cose; pertanto il taglio/cucitura dei teli, operati per finalità estranee alla produzione, rientrano in tale nozione.
art. 380 comma 2 lett. e) cod. proc. pen.
Prevede l'obbligatorietà della convalida dell'arresto per determinate ipotesi aggravate di furto; la sussistenza della violenza sulle cose fa scattare, secondo la Corte, la prescritta convalida obbligatoria.
art. 381 cod. proc. pen.
Norma che disciplina l'arresto facoltativo: il GIP aveva valutato che l'arresto poteva essere non convalidato ex art. 381, ma la Corte ha ritenuto invece che l'aggravante accertata richiedeva diverso trattamento.
art. 391 comma 4 cod. proc. pen.
Dispositivo procedurale che consente al Pubblico ministero di proporre ricorso contro l'ordinanza di mancata convalida dell'arresto; strada percorsa nel caso in esame.
art. 620 comma 1 lettera l) cod. proc. pen.
Consente alla Corte di cassazione di annullare senza rinvio quando il rinvio solleciterebbe una pronuncia meramente formale; la Corte lo applica per chiudere definitivamente la questione sull'operato della polizia giudiziaria nella fase ormai conclusa.
Massime di principio
- Il valore giuridico del taglio o della trasformazione di un bene: il semplice fatto che un bene venga lavorato o modificato non esclude a priori l'aggravante della "violenza sulle cose"; se la lavorazione comporta trasformazione o mutamento di destinazione rispetto all'uso aziendale, può integrarla.
- Distinzione tra uso normale e uso personale: quando la modifica del bene avviene per finalità estranee alla produzione/committenza e risponde a esigenze personali dell'indagato, la trasformazione può assumere rilievo aggravante.
- Conseguenze processuali dell'aggravante: la ricorrenza dell'aggravante rilevante (es. violenza sulle cose) può incidere sulla natura obbligatoria della convalida dell'arresto (art. 380 c.2 lett. e) c.p.p.).
- Controllo giudiziale sull'operato della polizia giudiziaria: nelle ipotesi di arresto facoltativo il giudice verifica l'uso ragionevole dei poteri discrezionali della polizia; tuttavia, se la qualificazione giuridica dei fatti determina l'obbligatorietà della convalida, il controllo si risolve nell'accertare questa qualificazione.
- Possibilità di intervento della Corte di legittimità: quando sono incontestati i fatti ma controversa la loro qualificazione giuridica, la Corte può correggere la valutazione giuridica e annullare il provvedimento del giudice di merito senza rinviare se il rinvio sarebbe formale.
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