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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20278/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduceva violazione di legge e vizio di motivazione avverso la sentenza di appello. La Corte ha valutato preliminarmente il punto relativo alla prescrizione: i reati contestati ai sensi dell'art. 73 D.P.R. 9-10-1990, n. 309, riferiti alle date 14/09/2010 e 10/08/2010, sono risultati estinti per prescrizione. Di conseguenza la questione di merito dedotta dal ricorrente non è stata esaminata, perché l'accertamento di una causa estintiva del reato impedisce la prosecuzione del processo.

La decisione

La Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per essere il reato estinto per prescrizione. È stata richiamata la giurisprudenza di legittimità secondo cui, ove sia accertata una causa di estinzione del reato, è dovuta l'immediata declaratoria estintiva e non è consentita la prosecuzione del processo né il rinvio. Inoltre è stato escluso l'impiego in sede di legittimità dell'art. 129, comma secondo, c.p.p., poiché non risultava evidente il ricorrere di una delle cause di non punibilità previste da tale norma.

Norme richiamate

  • art. 73 D.P.R. 9-10-1990, n. 309

    La norma incriminatrice per i fatti contestati; nel caso di specie le condotte riferite alle date indicate sono state valutate come ormai estinte per prescrizione.

  • art. 129, comma secondo, cod. proc. pen.

    Norma sulle cause di non punibilità la cui applicazione in questa sede è stata esclusa perché non risultava evidente, sulla base degli atti, il ricorrere di una delle fattispecie previste.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. U., 21-10-1992 Marino; Sez. U., n. 35490 del 28/05/2009; Cass., 23-1-1997 Bornigia; Cass., 24-6-1996 Battaglia)

    Principio consolidato secondo cui l'accertamento di una causa di estinzione del reato impone l'immediata declaratoria estintiva e preclude il rinvio per la prosecuzione del processo.

Massime di principio

  • Se in corso di giudizio la prescrizione del reato è accertata, il giudice deve dichiarare immediatamente l'estinzione del reato e non può disporre il rinvio per la prosecuzione del processo.
  • L'accertamento di una causa estintiva del reato è preliminare e preclude l'esame del merito: non ha senso valutare motivi che implicherebbero solo l'annullamento con rinvio quando il reato è estinto.
  • Nei ricorsi in Cassazione, l'eventuale invocazione di cause di non punibilità (art. 129 c.p.p.) può essere applicata solo se il relativo presupposto risulta chiaramente dagli atti; altrimenti non può sostituire la declaratoria di estinzione per prescrizione.
  • Chi intende far valere la prescrizione deve indicare le date utili e le eventuali interruzioni/sospensioni: il giudice controllerà il calcolo prescrizionale e la sussistenza di eventi che possano incidere su di esso.
  • L'annullamento senza rinvio è la conseguenza quando l'estinzione del reato è accertata definitivamente in Cassazione; il processo non può essere riavviato per gli stessi fatti.
  • È importante distinguere tra cause di estinzione del reato (prescrizione, amnistia, ecc.) e cause di non punibilità: le prime comportano l'estinzione e la declaratoria immediata, le seconde escludono la punibilità ma richiedono verifica puntuale del presupposto fattuale e giuridico.
  • In difetto di chiari elementi documentali sulle cause estintive o di non punibilità, il giudice di legittimità si asterrà dal pronunciarsi in modo innovativo e applicherà i principi di immediata declaratoria quando la prescrizione sia chiaramente verificabile.

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