Cassazione Penale, Sentenza n. 39472/2023 del 28/09/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'Appello di Palermo che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado ma confermato la responsabilità per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale per distrazione. Le doglianze principali sono: carenza della motivazione sulla sussistenza del dolo (si sostiene si tratti di semplici compensi dovuti per l'attività di amministratore e agente di commercio), mancata valutazione degli atti peritali e delle dichiarazioni del contabile Urso, erronea qualificazione delle operazioni come distrattive e non preferenziali, necessità di riconoscimento delle circostanze attenuanti e censura della qualificazione e misura della pena. I difensori hanno inoltre eccepito l'irregolarità della valutazione dei compensi e l'assenza di indici di fraudolenza.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e, quanto ai motivi esaminati, manifestamente infondato. Ha ritenuto corretta la qualificazione delle condotte come bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione e bancarotta fraudolenta documentale, affermando che i prelevamenti effettuati dal Correra in assenza di adeguata delibera assembleare e di elementi che giustificassero la misura dei compensi integrano distrazione. Ha precisato che il dolo richiesto è dolo generico, desumibile dalle modalità e circostanze del depauperamento patrimoniale, e che non è consentita alla Cassazione una rivalutazione alternativa del compendio probatorio. Ha inoltre giudicato inammissibili i motivi nuovi non autosufficientemente documentati e ha confermato la legittimità del diniego delle attenuanti generiche e il riconoscimento dell'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità.
Norme richiamate
Legge fallimentare (L.fall.) art. 216, comma 1, n. 2
Riferimento alla bancarotta fraudolenta documentale; la Corte rileva che il dolo generico può essere logicamente presunto anche dalla responsabilità per fatti patrimoniali distrattivi
Legge fallimentare (L.fall.) art. 217
Richiamata dalla difesa per ipotesi di bancarotta semplice; la Corte respinge la qualificazione alternativa ritenendo sussistente il reato fraudolento
Legge fallimentare (L.fall.) art. 219, comma 1
Riguarda la circostanza aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità; la Corte la ritiene implicitamente sussistente alla stregua del valore sottratto
Codice civile art. 2389
Principio secondo cui la misura del compenso degli amministratori di società di capitali, se non stabilita dallo statuto, deve essere determinata dall'assemblea; l'assenza di delibera assembleare giustifica la qualificazione come distrazione
Codice penale art. 133
Criteri di determinazione della pena; applicati per motivare il diniego delle attenuanti generiche sulla base della gravità della condotta e dei precedenti
Codice di procedura penale art. 585, comma 4
Consente la dichiarazione di inammissibilità dei motivi nuovi relativi a questioni già decise o che non risultano pertinenti; applicato per escludere nuove doglianze riproposte
Codice di procedura penale art. 606, comma 1, lett. e) (modificato dalla legge n. 46/2006)
Limita la sindacabilità in Cassazione del travisamento del fatto; richiamato per negare la rivalutazione delle risultanze di merito
D.Lgs. 28 luglio 1989, n. 271, art. 165-bis
Richiamato in relazione agli oneri di allegazione e autosufficienza del ricorso; la Corte conferma l'obbligo di indicare e allegare gli atti che si assumono travisati
Codice civile artt. 1742 e 2478
Richiamati dalla difesa in tema di compensi e rapporti societari; la Corte valuta e respinge le argomentazioni difensive che invocano la legittimità dei compensi
Massime di principio
- Quando l'amministratore preleva somme dalla società senza adeguata delibera assembleare o senza elementi che giustifichino la misura del compenso, tali operazioni possono essere qualificate come bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione, anche se l'amministratore afferma che si tratta di compensi dovuti.
- Il dolo richiesto per la bancarotta fraudolenta (documentale e patrimoniale) è il dolo generico: è sufficiente la consapevolezza che le operazioni sul patrimonio sociale possano arrecare pregiudizio ai creditori, non l'intenzione specifica di recare il danno.
- In sede di cassazione non è consentita una rivalutazione libera delle prove; i motivi che si risolvono in una mera alternativa interpretativa del compendio probatorio sono inammissibili o manifestamente infondati.
- Il ricorrente deve rendere il ricorso autosufficiente: atti e documenti decisivi richiamati in motivi di doglianza devono essere allegati fin dall'origine del ricorso, pena l'inammissibilità delle censure che si basano su di essi.
- La sussistenza degli indici di fraudolenza e l'epoca del depauperamento rilevano ai fini del dolo solo se la qualificazione giuridica della condotta non sia già univoca; se vi è una deliberata sottrazione senza giustificazioni, gli indici non sono decisivi per escludere il dolo.
- Per giustificare prelevamenti a titolo di compenso, l'amministratore deve fornire prova concreta dell'esistenza, della quantificazione e della legittimità del credito (delibere, parametri di confronto, svolgimento di attività estranee all'immedesimazione organica, ecc.).
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