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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 09848/2026 del 13/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione del decreto del 14/11/2025 con cui il pubblico ministero respingeva l'istanza, presentata nell'interesse di Atteritano, di rideterminazione (riduzione o revoca) del sequestro preventivo finalizzato alla confisca disposto con decreto del G.I.P. del 6/10/2025. I difensori hanno dedotto l'abnormità del provvedimento per mancata trasmissione al giudice per le indagini preliminari (GIP) del parere negativo del P.M., ritenendo che il P.M. non sia legittimato a rigettare direttamente tali istanze.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio il provvedimento del pubblico ministero. Ha stabilito che il rigetto da parte del P.M. è abnorme e che, anche in caso di istanza di rideterminazione del sequestro, il principio si applica: il P.M. può disporre la revoca mediante decreto motivato se favorevole, ma non può adottare un provvedimento negativo di rigetto, che deve invece essere devoluto alla cognizione del GIP. La Corte ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Cosenza (Ufficio del GIP) perché valuti l'istanza tenendo conto del parere negativo del P.M.

Norme richiamate

  • Cass. Sez. 3, n. 15459 del 13/03/2018 (Croceri, Rv. 272698-01)

    Affermato il principio secondo cui è abnorme il provvedimento del pubblico ministero che rigetta una richiesta di revoca del sequestro preventivo invece di trasmettere gli atti al GIP con il proprio parere; il P.M. può disporre la revoca positiva con decreto motivato, ma non il rigetto negativo.

  • Cass. Sez. 3, n. 3449 del 20/11/2012 (Torroni, Rv. 254710-01)

    Conferma la devoluzione al giudice per le indagini preliminari della decisione negativa sulle istanze di revoca del sequestro e la ricorribilità per abnormità dei provvedimenti di rigetto adottati dal P.M.

Massime di principio

  • Se il pubblico ministero riceve un'istanza di revoca o di rideterminazione (riduzione) del sequestro preventivo, e intende accoglierla può adottare un decreto motivato di revoca; se invece ritiene di non accoglierla non può rigettarla direttamente ma deve trasmettere gli atti al GIP corredandoli del proprio parere negativo.
  • Il provvedimento di rigetto emesso dal pubblico ministero è considerato abnorme ed è impugnabile: la Cassazione può annullarlo senza rinvio e disporre la trasmissione degli atti al GIP per la decisione.
  • La domanda di "rideterminazione" del sequestro (ossia di sua riduzione) è assoggettata allo stesso regime procedurale della richiesta di revoca; pertanto il divieto di rigetto diretto del P.M. si applica anche a tali istanze.
  • In presenza di un rigetto illegittimo del P.M., il difensore può proporre ricorso in Cassazione per ottenere l'annullamento e la rimessione della decisione al GIP.

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