Cassazione Penale, Sentenza n. 26799/2024 del 08/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Benedetti è stato condannato in appello per guida in stato di ebbrezza (tasso 1,20 g/l) con incidente. In cassazione ha censurato che la Corte d'appello non ha valutato né motivato la sua richiesta di sostituzione della pena detentiva con i lavori di pubblica utilità alla luce delle nuove disposizioni (art. 95 D.Lgs. n.150/2022 e art.20-bis cod. pen.), e che non lo avrebbe avvisato della possibilità di sostituzione della pena.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo per omessa motivazione: l'imputato aveva effettivamente chiesto la sostituzione della pena con i lavori di pubblica utilità in sede di udienza di appello e la Corte d'appello non ha mai esaminato né motivato tale domanda. Per l'effetto la sentenza di appello è stata annullata limitatamente alla questione relativa all'applicazione del lavoro di pubblica utilità e la causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna perché si pronunci sul punto. Il primo motivo è stato assorbito.
Norme richiamate
artt. 186 e 187 codice della strada
reati contestati: guida in stato di ebbrezza e conseguenze
Sono le norme sostanziali in base alle quali è stata dichiarata la colpevolezza dell'imputato; la pronuncia di cassazione non ha rimesso in discussione la condanna di merito sui reati
art. 95 D.Lgs. n.150/2022
disciplina transitoria sulle nuove pene sostitutive
La Corte interpreta che la norma rende immediatamente applicabili, nei giudizi di appello in corso, le nuove pene sostitutive più favorevoli; ciò impone al giudice d'appello di pronunciarsi sulla richiesta del condannato se questa è stata avanzata entro l'udienza di discussione
art. 20-bis codice penale
nuove sanzioni sostitutive (lavori di pubblica utilità)
La norma disciplina la possibilità di sostituire la pena detentiva con lavori di pubblica utilità; la sua applicabilità retroattiva parziale è riconosciuta se più favorevole e correttamente richiesta
art. 173, comma 1, disposizioni attuative codice di procedura penale
norma invocata dal ricorrente per i motivi di cassazione
Utilizzata come riferimento processuale per illustrare i vizi dedotti in cassazione circa l'omessa decisione su istanze formulate dopo la notifica dell'avviso di fissazione
art. 585, comma 4, codice di procedura penale
sui motivi di impugnazione in appello
La Corte sottolinea che la richiesta di pena sostitutiva non deve necessariamente essere formulata nei motivi di impugnazione, ma può essere proposta successivamente, comunque al più tardi in udienza di discussione
art. 597, comma 1, codice di procedura penale
Citato nella giurisprudenza come possibile interpretazione alternativa che ritiene la richiesta di pena sostitutiva formulabile solo con l'atto di appello o i motivi; la Corte di cassazione ha però seguito l'orientamento prevalente che ammette la richiesta anche in udienza
Massime di principio
- Se la normativa successiva introduce pene sostitutive più favorevoli e prevede applicabilità ai procedimenti in corso (norma transitoria), il giudice d'appello deve esaminare esplicitamente qualsiasi richiesta del condannato volta ad ottenere l'applicazione di tali misure
- La richiesta di sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità non deve necessariamente essere contenuta nell'atto di appello; è sufficiente che venga formulata entro l'udienza di discussione d'appello e che risulti dagli atti
- Se il giudice d'appello omette di decidere o di motivare sulla richiesta di pena sostitutiva, la Cassazione può annullare la parte di sentenza relativa al trattamento sanzionatorio e rinviare per nuovo giudizio su quel punto
- Per evitare il vizio di omessa decisione è buona prassi per la difesa: presentare espressa istanza scritta già con i motivi di impugnazione e, in ogni caso, ribadirla in udienza facendo verbalizzare la richiesta
- Il mancato tempestivo esercizio della richiesta (oltre i termini dell'udienza di discussione) può precludere l'obbligo del giudice di pronunciarsi; dunque la tempestività è cruciale
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