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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39719/2023 del 02/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte di appello che aveva dichiarato estinto il reato di guida in stato di ebbrezza (art.186 cod. strada, commi 2, 2-sexies e 4 lett. b), d.) per positivo esito dei lavori di pubblica utilità e aveva ridotto a 3 mesi la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente. Il motivo unico del ricorso in Cassazione era la violazione degli artt. 157 e 161 cod. pen., con la censura per la mancata rilevazione dell'intervenuta prescrizione del reato; la ricorrente affermava di avere interesse ad ottenere l'accertamento della diversa causa di estinzione (prescrizione vs esito positivo del lavoro di pubblica utilità) per le diverse conseguenze extrapenali

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che l'istituto del lavoro di pubblica utilità previsto dall'art.186, comma 9-bis, cod. strada costituisca una vera e propria pena sostitutiva e che nel caso concreto la sentenza con cui era stata disposta la sostituzione era divenuta irrevocabile in data 8/10/2014, antecedente sia alla conclusione positiva dei lavori (12/03/2015) sia al decorso del termine prescrizionale; pertanto la prescrizione non poteva essere opposta. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 186 Codice della Strada, comma 9-bis

    «Al di fuori dei casi previsti dal comma 2-bis del presente articolo, la pena detentiva e pecuniaria puo' essere sostituita, anche con il decreto penale di condanna, se non vi e' opposizione da parte dell'imputato, con quella del lavoro di pubblica utilita' di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n.274, secondo le modalita' ivi previste e consistente nella prestazione di un'attivita' non retribuita a favore della collettivita da svolgere, in via prioritaria, nel campo della sicurezza e dell'educazione stradale presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato, o presso i centri specializzati di lotta alle dipendenze. In deroga a quanto previsto dall'articolo 54 del decreto legislativo n. 274 del 2000, il lavoro di pubblica utilita' ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata e della conversione della pena pecuniaria ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilita'. In caso di svolgimento positivo del lavoro di pubblica utilita', il giudice fissa una nuova udienza e dichiara estinto il reato, dispone la riduzione alla meta della sanzione della sospensione della patente e revoca la confisca del veicolo sequestrato.»

    Il comma 9-bis configura il lavoro di pubblica utilità come sanzione penale sostitutiva della pena detentiva o pecuniaria; l'esito positivo determina l'estinzione del reato e produce effetti specifici (riduzione della sospensione della patente, revoca della confisca). La disciplina consente l'esecuzione prima del passaggio in giudicato e prevede la possibilità di revoca della sostituzione in caso di violazione degli obblighi.

  • art. 157 Codice Penale

    Richiamato dalla ricorrente nella doglianza sulla prescrizione; la Corte però ha ritenuto irrilevante la dedotta violazione poiché la sentenza che aveva sostituito la pena con il lavoro di pubblica utilità era divenuta irrevocabile prima del decorso del termine prescrizionale, impedendo così la prescrizione del reato.

  • art. 161 Codice Penale

    Richiamato dalla ricorrente in relazione alla prescrizione; la Corte ha ritenuto che non si fosse realizzata la causa estintiva per prescrizione alla data utile, per l'esistenza dell'irrevocabilità della sentenza di condanna.

  • art. 54 D.lgs. 28 agosto 2000, n.274

    Norma che disciplina il lavoro di pubblica utilità nell'ambito dei procedimenti di competenza del Giudice di pace; l'art.186 cod. strada rimanda a questa disciplina, pur prevedendo deroghe specifiche (durata, ragguaglio 250 euro = un giorno, effetti in caso di esito positivo).

  • art. 133 Codice Penale

    Fornisce i criteri di discrezionalità del giudice nella determinazione della pena: la Corte osserva che l'applicazione del lavoro di pubblica utilità rientra nella valutazione discrezionale del giudice di merito secondo tali criteri.

  • Legge 29 luglio 2010, n.120 (modifiche all'art.186)

    Ha introdotto il comma 9-bis nell'art.186 cod. strada per prevedere specificamente la sostituzione con lavoro di pubblica utilità nei reati di guida in stato di ebbrezza, configurando l'istituto come sanzione sostitutiva calibrata per la materia della sicurezza stradale.

Massime di principio

  • Il lavoro di pubblica utilità previsto dall'art.186, comma 9-bis, è una sanzione penale sostitutiva: il suo positivo adempimento estingue il reato e produce effetti penali e amministrativi diversi rispetto all'estinzione per prescrizione.
  • Per valutare la sussistenza della prescrizione è determinante la data di irrevocabilità della sentenza: se la condanna o la decisione che dispone la sostituzione è divenuta irrevocabile prima del decorso del termine prescrizionale, la prescrizione non può essere fatta valere.
  • La possibilità di svolgere il lavoro di pubblica utilità prima del passaggio in giudicato è prevista dalla disciplina speciale; tuttavia, la sostituzione è revocabile in caso di violazione degli obblighi, secondo la competenza sia del "giudice che procede" sia del "giudice dell'esecuzione" quando previsto.
  • Chi contesta l'erroneo mancato riconoscimento della prescrizione deve accertare e provare le date rilevanti (data di irreversibilità della sentenza, periodo prescrizionale) poiché la valutazione temporale è decisiva.
  • Nel proporre ricorso infondato in Cassazione si corre il rischio di declaratorie di inammissibilità e di condanne alle spese e talvolta di corresponsione di somme alla Cassa delle ammende; va dunque valutata la fondatezza del motivo prima di impugnare.

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