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Sentenza

Sentenza del 15/05/2023 n. 1718 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Commissione ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Dogane e confermato la sentenza di primo grado che aveva accolto il ricorso delle società. L'Agenzia è stata condannata a rifondere alle appellate le spese del grado, liquidate in 1.500,00 euro oltre accessori di legge. Le constatazioni e rettifiche doganali impugnate non sono state confermate nella parte relativa all'inclusione delle royalties nel valore doganale.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia verteva sull'inclusione delle royalties nel valore in dogana per merci importate recanti il marchio Lxxxx. Le ricorrenti sostennero che le royalties non dovevano essere aggiunte perché il pagamento non costituiva una "condizione della vendita" delle merci importate. Il giudice ha ritenuto che, ai sensi della normativa comunitaria e del Commento n.11 TAXUD, le royalties sono da includere nel valore doganale solo se non sono già incluse nel prezzo, se si riferiscono alle merci valutate e se il loro pagamento costituisce condizione necessaria per la vendita, circostanza che richiede prova di un controllo del licenziante sul produttore o sul venditore (es. imposizione del produttore, controllo dei metodi produttivi, logistica, prezzo, limitazioni alla produzione ecc.). Nel caso specifico il contratto di licenza (Sublicence Agreement) mostrava che la licenziataria poteva liberamente scegliere i fornitori, che le royalties erano calcolate sulle vendite nette successive (non sugli acquisti dal produttore) ed escludevano vendite ad affiliati; il ruolo della titolare del marchio si limitava a un controllo qualità, non a un controllo di fatto sulla produzione. L'Agenzia non ha fornito la prova del potere di controllo richiesto.

Norme richiamate

  • Codice Doganale dell'Unione (CDU), artt. 70-72

    Norme di riferimento sul valore in dogana e sulle condizioni di inclusione di corrispettivi e diritti di licenza; interpretate nel senso che le royalties rilevano solo se costituiscono condizione della vendita.

  • Regolamento di esecuzione (RE) del Codice doganale, art. 136 (Reg. 2447/2015 richiamato)

    Precisa condizioni e requisiti per considerare le royalties come condizione della vendita; richiede elementi che dimostrino un controllo del titolare del marchio sul produttore/venditore.

  • Art. 32 par. 1 lett. c) CDC e artt. 157, 159, 160 DAC (richiamati dalla giurisprudenza)

    Stabilisce che corrispettivi o diritti di licenza si aggiungono al valore della transazione solo se non inclusi nel prezzo, si riferiscono alle merci e il loro pagamento è condizione della vendita.

  • Commento n. 11 del Comitato del Codice Doganale (TAXUD/800/2002)

    Commento n.11 TAXUD/800/2002

    Fornisce un elenco di indicatori fattuali (scelta del produttore, controllo dei metodi produttivi, logistica, fissazione prezzi, limitazioni alla produzione, ecc.) utili per valutare se il licenziante esercita un controllo tale da rendere le royalties condizione della vendita.

  • Giurisprudenza della Corte di giustizia UE e della Cassazione (es. C-173/15 e pronunce successive)

    Conferma che la corresponsione delle royalties costituisce condizione della vendita solo se il venditore non sarebbe disposto a vendere in mancanza del pagamento; evidenzia che il controllo del titolare del marchio sul produttore è determinante quando i beni sono prodotti da terzi.

Massime di principio

  • Le royalties vanno incluse nel valore in dogana solo se: non sono già incluse nel prezzo, si riferiscono alle merci importate e il loro pagamento costituisce una condizione necessaria per la vendita di tali merci.
  • Per ritenere il pagamento delle royalties "condizione della vendita" è necessario dimostrare un controllo effettivo del licenziante sul produttore o sul venditore (es. imposizione del produttore, controllo dei metodi produttivi, logistica, fissazione del prezzo, restrizioni di vendita). Un mero controllo di qualità non è sufficiente.
  • Se il contratto di licenza prevede che le royalties siano calcolate sulle vendite successive del licenziatario (non sugli acquisti dal produttore) o esclude determinate vendite (es. a affiliati), ciò depone contro l'esistenza di una condizione della vendita delle merci importate.
  • L'onere della prova circa l'esistenza del potere di controllo del licenziante sul produttore incombe all'Amministrazione doganale.
  • L'interpretazione deve fare riferimento non solo alla forma delle clausole contrattuali ma anche agli elementi fattuali e ai criteri indicati dal Commento n.11 TAXUD; un'analisi meramente formalistica può portare a errori.

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