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Sentenza

Sentenza n. 2623/2026 - Milano, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 3875/2023 emessa in data 16 novembre 2023 dal Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202504944

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto il diritto alla carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha prestato servizio come docente a tempo determinato negli anni scolastici 2017/18, 2018/19, 2019/20, 2020/21 e 2021/22. Con sentenza n. 3875/2023, il Tribunale di Milano ha accertato il suo diritto a beneficiare di euro 500 per ciascun anno scolastico, mediante assegnazione della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente prevista dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107 del 2015, condannando il Ministero a provvedere. Poiché il Ministero non ha spontaneamente eseguito la pronuncia, il docente ha proposto giudizio di ottemperanza. Il Ministero si è costituito senza contestare l’inadempimento, il passaggio in giudicato della sentenza e la sua notificazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l’Amministrazione non aveva dato esecuzione alla sentenza del Tribunale di Milano, ormai passata in giudicato e notificata al Ministero in data 11 gennaio 2024. Il Collegio ha ritenuto così soddisfatte le condizioni previste dall’art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall’art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito dalla legge n. 30 del 1997. Il Ministero è stato condannato a dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione. Per l’eventuale ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, il quale interverrà su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato all’Amministrazione e dovrà adempiere entro i successivi sessanta giorni, determinando l’importo complessivamente dovuto e adottando gli atti necessari. Nessun compenso è stato riconosciuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Le spese di giudizio, liquidate in euro 800 oltre accessori, sono state poste a carico del Ministero.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, legge n. 107 del 2015

    La disposizione costituisce il fondamento del beneficio della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, riconosciuto nella sentenza da eseguire.

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Consente il giudizio di ottemperanza per l’esecuzione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice ordinario.

  • art. 14 d.l. n. 669 del 1996, convertito dalla legge n. 30 del 1997

    La norma è richiamata quale condizione applicabile all’esecuzione nei confronti dell’Amministrazione della pronuncia del giudice ordinario.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l’Amministrazione non esegue una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato e notificata, che le impone uno specifico adempimento.
  • Accertato l’inadempimento dell’Amministrazione, il giudice amministrativo può assegnare un termine per l’esecuzione e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza dell’interessato dopo l’inutile scadenza del termine.
  • Nel giudizio di ottemperanza, il commissario ad acta può essere individuato in un dirigente pubblico le cui funzioni rientrino nei compiti istituzionali, senza riconoscimento di un compenso aggiuntivo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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