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Sentenza

Sentenza del 18/03/2016 n. 5406 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate contestava la detrazione dell'IVA relativa agli anni 2004 e 2005, ritenendo che la società avesse acquistato autovetture nell'ambito di operazioni soggettivamente inesistenti e di una frode carosello, con l'interposizione di società cartiere. L'Amministrazione lamentava inoltre che la CTR avesse escluso la frode senza valutare adeguatamente gli elementi indiziari forniti, tra cui l'inidoneità economica delle società interposte, i rapporti con soggetti collegati, la cessazione dell'attività di una società e l'assenza di documenti di trasporto.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il terzo motivo di ricorso, relativo all'insufficienza della motivazione, dichiarando assorbiti il primo e il secondo motivo. Ha ritenuto che la CTR avesse motivato in modo meramente assertivo, senza esaminare singolarmente e complessivamente i numerosi indizi prospettati dall'Agenzia delle Entrate né gli elementi forniti dalla contribuente a propria difesa. La sentenza favorevole alla società è stata cassata con rinvio alla CTR del Lazio, in diversa composizione, per un nuovo esame e per la decisione sulle spese.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 19, 21, 23, 28 e 54

    L'Amministrazione finanziaria può contestare la detrazione IVA relativa a operazioni inesistenti anche mediante presunzioni ed elementi indiziari. Deve indicare circostanze idonee a dimostrare l'inesistenza dell'operazione o la sua riferibilità a soggetti diversi da quelli indicati in fattura, nonché, ove rilevante, la conoscenza o conoscibilità della frode da parte del cessionario.

  • Art. 2697 c.c.

    L'Ufficio deve fornire la prova degli elementi posti a fondamento della contestazione, anche attraverso presunzioni; una volta assolto tale onere, spetta al contribuente dimostrare la legittimità della detrazione e la propria mancata consapevolezza di partecipare a un'operazione fraudolenta.

  • Art. 2729 c.c.

    Le presunzioni devono fondarsi su indizi gravi, precisi e concordanti. Il giudice deve esaminare gli indizi sia singolarmente sia nel loro complesso e motivare adeguatamente il percorso logico seguito.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 39, comma 1, lett. d)

    Per le imposte dirette, analogamente alla disciplina IVA, l'Amministrazione può utilizzare presunzioni per ricostruire componenti reddituali non dichiarati o contestare costi non deducibili.

  • Art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5

    La motivazione della sentenza è censurabile quando omette o valuta in modo insufficiente fatti decisivi e gli elementi probatori rilevanti per la controversia.

  • Art. 378 c.p.c.

    Disciplina il deposito della memoria illustrativa nel giudizio di cassazione, richiamata nel procedimento.

Massime di principio

  • Nelle contestazioni di fatture soggettivamente inesistenti, l'Amministrazione non deve necessariamente provare direttamente e con certezza assoluta la frode: può utilizzare un insieme di presunzioni e indizi gravi, precisi e concordanti.
  • La regolarità formale delle fatture, della contabilità e dei pagamenti non è sufficiente, da sola, a dimostrare il diritto alla detrazione IVA, perché tali elementi possono essere facilmente predisposti anche in operazioni fraudolente.
  • Quando l'Ufficio fornisce indizi concreti della fittizietà del fornitore o dell'interposizione, il contribuente deve dimostrare sia la reale effettuazione dell'operazione sia di non essere stato consapevole, né ragionevolmente consapevole, della frode.
  • Sono particolarmente rilevanti, come indici di anomalia, l'assenza di struttura e mezzi del fornitore, i rapporti diretti con il fornitore effettivo, l'assenza di documenti di trasporto, la cessazione dell'attività o l'inidoneità economica delle società interposte e condizioni commerciali anomale.
  • Il giudice tributario deve esaminare analiticamente tutti gli indizi dell'Amministrazione e le prove contrarie del contribuente; una motivazione generica o basata soltanto sull'esistenza della documentazione contabile può comportare la cassazione della sentenza e il rinvio.

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