Sentenza n. 5214/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha preso atto della dichiarazione dell’appellante di sopravvenuta carenza di interesse e ha dichiarato improcedibile l’appello. Non ha esaminato i motivi di merito relativi al parere paesaggistico, alla sanabilità delle opere o al diniego comunale. Ha compensato tra le parti le spese del doppio grado di giudizio, in assenza di contrarie deduzioni.
Atto impugnato: Parere favorevole della Soprintendenza sull’istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica e conseguente diniego comunale dell’istanza
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
In primo grado è stato impugnato il parere della Soprintendenza del 7 dicembre 2021, favorevole sull’istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica relativa a opere sottoposte a sanatoria, nonché, con motivi aggiunti, la determina del Comune di Ascea del 27 dicembre 2021, che aveva respinto l’istanza. Il TAR ha respinto il ricorso ritenendo che il parere avesse evidenziato esaustivamente l’inammissibile creazione o incremento di superfici utili e volumi e, concorrentemente, la distonia delle opere rispetto al contesto territoriale. L’interessato ha appellato la sentenza del TAR, ma, prima dell’udienza di merito, ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse, chiedendo la compensazione delle spese.
Massime di principio
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse da parte dell’appellante comporta l’improcedibilità dell’appello quando viene meno l’utilità concreta e attuale della decisione giudiziale.
- In presenza di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice d’appello definisce il giudizio senza esaminare i motivi di merito proposti contro la sentenza di primo grado.
- Le spese del doppio grado possono essere compensate quando il giudizio diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse e non risultano contrarie deduzioni delle parti.
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