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Sentenza

Sentenza n. 2267/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202503014

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Puglia n. 236/2025, relativa al rigetto del ricorso contro il diniego di proroga dei titoli edilizio e paesaggistico, il diniego di mantenimento annuale dei manufatti balneari e l’ordine di rimozione e ripristino dei luoghi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società aveva impugnato la sentenza del TAR Puglia che aveva respinto il ricorso contro: il provvedimento comunale di rigetto della richiesta di proroga della validità dei titoli edilizio e paesaggistico e della richiesta di mantenimento annuale delle strutture amovibili funzionali all’attività balneare; le note tecniche presupposte; l’ordinanza di rimozione dei manufatti e di ripristino dello stato originario dei luoghi. In appello sono state riproposte le censure relative alla violazione e all’errata applicazione dell’art. 10-septies del d.l. n. 21/2022, come successivamente modificato; all’eccesso di potere per illogicità e irrazionalità manifesta; all’errata valutazione della rinuncia contenuta nel verbale della conferenza di servizi del 1° giugno 2023; alla mancata applicazione dello ius superveniens, individuato nell’art. 3, comma 3-bis, della legge n. 118/2022 e nell’art. 157 della legge regionale Puglia n. 42/2024; nonché alla violazione dell’art. 45 del PPTR Puglia. Nel corso del giudizio d’appello, la società ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, evidenziando che i titoli erano scaduti il 15 novembre 2021, erano stati prorogati soltanto fino al 29 giugno 2022 dalla normativa emergenziale Covid-19 e che era ormai venuto meno il termine per beneficiare della proroga invocata. Ha inoltre dichiarato di avere rimosso tutte le opere e i manufatti balneari presenti sull’area privata.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato l’appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito i motivi d’appello. Ha rilevato che la parte ricorrente dispone dell’interesse a ricorrere e può rinunciarvi o dichiarare di non averne più interesse fino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione. In assenza di un potere del giudice di procedere d’ufficio o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, il giudice deve prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse quando l’eventuale decisione non potrebbe più arrecare alcuna utilità, neppure strumentale o morale. Nel caso concreto, la scadenza dei titoli e il venir meno del termine per la richiesta di proroga rendevano inutilmente perseguibile la decisione sulla proroga; inoltre, la rimozione dei manufatti aveva inciso sull’altra questione oggetto del giudizio, relativa al loro mantenimento annuale. Le spese sono state compensate per giusti motivi, in considerazione delle ragioni che hanno determinato l’esito in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 38 c.p.a.

    Richiamato dal giudice tra le disposizioni applicabili al giudizio.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice tra le disposizioni applicabili al giudizio.

  • art. 10-septies d.l. n. 21/2022, convertito dalla l. n. 51/2022 e successive modificazioni

    La disposizione sulla proroga delle autorizzazioni non era più utilmente invocabile, poiché i titoli erano scaduti il 15 novembre 2021 ed erano stati prorogati soltanto fino al 29 giugno 2022 dalla normativa emergenziale.

  • art. 3, comma 3-bis, l. n. 118/2022

    Indicato tra le disposizioni sopravvenute che l’appellante aveva dedotto come non applicate, ma non esaminato nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 157 l.r. Puglia n. 42/2024

    Indicato tra le disposizioni sopravvenute che l’appellante aveva dedotto come non applicate, ma non esaminato nel merito.

  • art. 45 PPTR Puglia

    Indicato come parametro di legittimità dell’azione amministrativa, ma non esaminato nel merito per l’improcedibilità dell’appello.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo la parte ricorrente dispone dell’interesse a ricorrere e può dichiarare di non averne più interesse sino al momento in cui la causa viene trattenuta per la decisione; il giudice deve prenderne atto e dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse sussiste quando, per effetto di fatti o sopravvenienze, l’eventuale accoglimento della domanda non potrebbe arrecare al ricorrente alcuna utilità concreta e attuale, neppure strumentale o morale.
  • Il giudice amministrativo non può procedere d’ufficio all’esame del merito né sostituirsi alla parte nella valutazione della permanenza dell’interesse ad agire, una volta che essa abbia dichiarato di non avere più interesse alla decisione.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse non esclude la necessità di provvedere sulla regolazione delle spese di lite; queste possono essere compensate quando le ragioni dell’esito in rito lo giustifichino.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàTitoli abilitativi ediliziAutorizzazione paesaggistica
RamiProcesso amministrativoEdiliziaBeni culturali e paesaggio
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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