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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18875/2023 del 05/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli del 06/05/2022 che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale in relazione al fallimento della "Est Expert s.r.l.". Il ricorrente deduceva: (1) vizio di motivazione per omissione di pronuncia sulla mancata sussistenza dell'elemento soggettivo del reato di bancarotta distrattiva; (2) analoga omissione rispetto all'elemento soggettivo del reato di bancarotta documentale; (3) omissione circa la richiesta di riqualificazione del fatto in bancarotta semplice; (4) omissione o carenza di pronuncia sul riconoscimento delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i primi tre motivi manifestamente infondati perché la Corte territoriale ha fornito motivazione adeguata, coerente e priva di vizi logici, ricostruendo i fatti in conformità all'ipotesi accusatoria (distrazione di beni, sottrazione delle scritture, assenza di attivo e passivo superiore a 1.000.000 euro) e ritenendo inattendibili le giustificazioni dell'imputato; le questioni sollevate dalla difesa sono state considerate assorbite o logicamente incompatibili con la decisione. Anche il quarto motivo è stato giudicato infondato: la Corte d'appello ha motivato adeguatamente il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla sanzione pecuniaria di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicato per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma a favore della cassa delle ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso per cassazione

  • Giurisprudenza: Sez. 6, n. 34532 del 22/06/2021 (Depretis, Rv. 281935)

    Richiamato il principio secondo cui il giudice del gravame non è tenuto ad un'analisi puntuale e dettagliata di tutte le deduzioni difensive; è sufficiente una motivazione globale e logica che dimostri di aver tenuto presente i fatti decisivi, per cui deduzioni difensive logicamente incompatibili con la decisione si considerano implicitamente respinte

Massime di principio

  • La Corte d'appello è tenuta a fornire una motivazione logica e coerente; non è obbligata a confutare punto per punto tutte le deduzioni difensive se queste risultano logicamente incompatibili con la ricostruzione dei fatti adottata
  • Per contestare in cassazione la qualificazione giuridica o la sussistenza dell'elemento soggettivo occorre dimostrare che la motivazione del giudice sia carente sotto il profilo logico-giuridico o contraddittoria; mere contestazioni non specifiche risultano inammissibili o infondate
  • La richiesta di riqualificazione del fatto (es. da bancarotta fraudolenta a semplice) richiede che il ricorso mostri con argomentazioni concrete come la ricostruzione fattuale non possa legittimamente dar luogo alla qualificazione originaria; altrimenti la Corte territoriale può respingere la richiesta come assorbita
  • Il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche deve essere adeguatamente motivato dal giudice: se la sentenza di merito fornisce motivazione congrua, la Cassazione non interviene
  • In caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso per cassazione, il ricorrente può essere condannato a pagare spese e una somma a titolo di ammenda ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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