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Sentenza

Sentenza n. 564/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202500896

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Bergamo che riconosceva il diritto alla carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l’ottemperanza, ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a., alla sentenza del Tribunale ordinario di Bergamo n. 23/2024, passata in giudicato, che aveva dichiarato il suo diritto al beneficio previsto dall’art. 1, comma 121, della legge n. 107/2015 e condannato il Ministero a mettere a disposizione la carta elettronica del docente, o altro strumento equipollente, per le annualità non prescritte. Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato che Sogei S.p.A., gestore del servizio, aveva accreditato nel borsellino elettronico della docente l’importo riconosciuto dalla sentenza. La ricorrente non ha contestato tale dichiarazione né ha svolto ulteriori attività processuali.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che l’accredito dell’importo nel borsellino elettronico avesse dato piena soddisfazione alla pretesa azionata e costituisse esecuzione del giudicato del giudice ordinario. La dichiarazione ministeriale è stata considerata sufficiente in ragione della sua provenienza da un’amministrazione statale, del carattere circostanziato delle informazioni e della mancata contestazione da parte della ricorrente. Il Collegio non ha quindi adottato ulteriori misure di ottemperanza ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Quanto alle spese, il TAR ha applicato il principio della soccombenza virtuale, ponendone cinque sesti a carico del Ministero, poiché il tardivo adempimento confermava la fondatezza della pretesa; la restante parte è stata compensata in considerazione del tempo intercorso tra la sentenza, la richiesta di pagamento, la notifica del ricorso e l’effettivo accredito.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione del giudicato.

  • art. 114 c.p.a.

    È richiamato quale base normativa del giudizio di ottemperanza.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Il giudice non deve pronunciarsi ulteriormente sull’oggetto della controversia quando la pretesa è stata integralmente soddisfatta e viene meno la posizione di contrasto tra le parti.

  • art. 1, comma 121, legge n. 107/2015

    Prevede il beneficio della carta elettronica del docente, riconosciuto alla ricorrente per le annualità non prescritte.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la dichiarazione circostanziata dell’amministrazione sull’avvenuta esecuzione del giudicato può essere ritenuta sufficiente a dimostrare la soddisfazione della pretesa, soprattutto se non viene contestata dalla parte ricorrente.
  • Quando, nelle more del giudizio di ottemperanza, l’amministrazione esegue integralmente il giudicato e viene meno la posizione di contrasto tra le parti, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere senza adottare ulteriori misure conformative o sostitutive.
  • Il tardivo adempimento dell’amministrazione, pur determinando la cessazione della materia del contendere, giustifica la condanna dell’amministrazione alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale, in quanto conferma la fondatezza della pretesa azionata.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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