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Sentenza

Sentenza del 16/12/2020 n. 2813 - Comm. Trib. Prov. Caserta

Massima n. 172/2020 RISCOSSIONE - Notificazione - Vizio - Raggiungimento dello scopo - Effetto sanante.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione della cartella di pagamento n. XXX relativa a IVA 2016 per €3.503,95. La ricorrente contestava: 1) omessa notifica della comunicazione d'irregolarità ex art.36‑bis DPR 600/73; 2) nullità della cartella per inesistenza della notifica a mezzo posta elettronica certificata (PEC); 3) difetto di motivazione della cartella; 4) mancata indicazione della modalità di calcolo degli interessi.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Commissione ha accertato che la cartella era stata preceduta dalla comunicazione d'irregolarità (documentata dall'avviso di ricezione prodotto agli atti). In caso di presunto vizio di notificazione, la Commissione ha applicato i principi di cui agli artt.160 e 156 c.p.c.: il vizio è sanato quando è provato che il contribuente ha avuto piena cognizione dell'atto (qui dimostrata dalla tempestiva impugnazione, dall'allegazione della cartella agli atti e dalla citazione in giudizio dell'ente). Quanto alla motivazione, la cartella è stata ritenuta congrua, sufficiente e intellegibile: contiene i riferimenti normativi, il richiamo alla comunicazione ex art.36‑bis e il dettaglio del debito con interessi e compensi di riscossione e l'indicazione della possibilità di rivolgersi all'Agenzia se la comunicazione non fosse stata ricevuta. Per tali ragioni le eccezioni della ricorrente sono state ritenute infondate e la ricorrente è stata condannata alle spese di lite, liquidate in €300,00.

Norme richiamate

  • art. 36‑bis DPR n.600/1973

    Disciplina le comunicazioni d'irregolarità derivanti da controlli automatizzati; la comunicazione precede la liquidazione e consente al contribuente 30 giorni per chiarimenti o regolarizzazione. La Commissione ha ritenuto che la comunicazione era stata effettuata e richiamata nella cartella.

  • art. 54‑bis DPR n.633/1972

    Norma sul controllo automatizzato delle dichiarazioni IVA; la cartella deriva dall'esito del controllo automatico sulla dichiarazione IVA/2017 per il 2016.

  • art. 160 c.p.c.

    Principio secondo il quale il vizio di notifica è sanato se è provato che il destinatario ha avuto piena conoscenza dell'atto; la Corte ha applicato questo principio per considerare non rilevante l'eventuale irregolarità formale della notifica quando lo scopo informativo è raggiunto.

  • art. 156 c.p.c., 3° comma

    Richiamato insieme all'art.160 c.p.c. per il principio della sanatoria del vizio della notificazione quando il destinatario ha effettiva conoscenza dell'atto.

Massime di principio

  • Un vizio formale della notificazione (anche tramite PEC) può essere considerato 'sanato' se il contribuente dimostra di aver comunque avuto piena cognizione dell'atto (es. impugnazione tempestiva, allegazione della cartella e citazione dell'ente).
  • La presenza di un avviso di ricezione o di altri documenti probatori di conoscenza dell'atto neutralizza l'eccezione di nullità per vizio di notifica, salvo prova contraria di effettiva mancata conoscenza.
  • Per essere annullata per difetto di motivazione, la cartella deve mancare degli elementi essenziali: se riporta riferimenti normativi, richiamo alla comunicazione preventiva e il dettaglio del debito (imposta, interessi, compensi), la motivazione è in genere considerata sufficiente.
  • La procedura automatizzata ex art.36‑bis e le successive comunicazioni sono elementi chiave: se l'amministrazione dimostra l'invio della comunicazione e il contribuente non prova un concreto pregiudizio, l'atto di riscossione difficilmente viene annullato.
  • In situazioni simili il contribuente dovrebbe concentrare l'impugnazione non solo su vizi formali della notifica ma fornire prova convincente dell'assenza di conoscenza o di un grave pregiudizio procedurale; altrimenti l'atto può essere confermato e si rischiano condanne alle spese.

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