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Sentenza

Sentenza n. 10329/2026 - Roma, Sezione 5Q

per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine all'istanza del 13/10/2025, avente ad oggetto la richiesta di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio ai sensi dell'art. 9 codice dei visti (Regolamento (CE) N. 810/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio); NONCHE' PER L'ACCERTAMENTO dell'obbligo delle Amministrazioni intimate di provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze; E PER LA CONDANNA delle stesse Amministrazioni intimate a provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze, entro un termine non superiore a trenta giorni, con richiesta di nomina di un Commissario ad acta ex art. 117, co. 3 c.p.a.

Giustizia amministrativa202514380

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto d'ingresso

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione competente per i visti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio serbato dalle amministrazioni intimate sull'istanza del 13 ottobre 2025, volta all'attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso, indicato nell'epigrafe come visto per motivi di studio ai sensi dell'art. 9 del codice dei visti e nella parte motiva come visto per lavoro. Ha chiesto l'accertamento dell'obbligo delle amministrazioni di provvedere secondo le rispettive competenze, la condanna a provvedere entro trenta giorni e la nomina di un commissario ad acta ai sensi dell'art. 117, comma 3, c.p.a.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L'amministrazione costituita ha documentato che la competente sede diplomatica aveva fissato l'appuntamento richiesto, determinando l'attivazione del procedimento relativo al visto. Tale circostanza sopravvenuta ha fatto venir meno l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia sull'obbligo di provvedere mediante il rito sul silenzio. Le spese di lite sono state compensate in ragione del comportamento operoso dell'amministrazione; tuttavia, l'amministrazione resistente è stata condannata a restituire al ricorrente le somme versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio e consente, in caso di persistente inerzia, la condanna dell'amministrazione a provvedere e la nomina di un commissario ad acta.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente la dichiarazione di improcedibilità quando sopravvenute circostanze fanno venir meno l'interesse alla decisione.

  • art. 9 Regolamento (CE) n. 810/2009

    È richiamato quale base normativa della richiesta di appuntamento per la presentazione della domanda di visto.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la fissazione dell'appuntamento richiesto per la presentazione della domanda di visto integra l'attivazione del relativo procedimento e determina la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione sull'obbligo dell'amministrazione di provvedere, con conseguente improcedibilità del ricorso.
  • La sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo rende improcedibile il ricorso contro il silenzio anche quando l'amministrazione non abbia ancora definito nel merito la domanda sostanziale dell'interessato, purché sia venuto meno l'oggetto specifico dell'inerzia contestata.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, il comportamento operoso dell'amministrazione successivo alla proposizione del ricorso può giustificare la compensazione delle spese, ferma restando la restituzione al ricorrente del contributo unificato quando così disposto dal giudice.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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