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Ordinanza

Ordinanza n. 1273/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per l'Emilia Romagna (Sezione Prima) n. 00214/2026, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202602147

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Emilia-Romagna che aveva respinto il ricorso di primo grado

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (privato interessato all'attività)

Prevale il privato

La controversia

Il privato ha proposto appello contro la sentenza del TAR Emilia-Romagna n. 214/2026 e ha chiesto, in via incidentale, la sospensione cautelare dell'efficacia della sentenza impugnata. Dalla motivazione emerge che l'appellante ha rappresentato la pendenza della delocalizzazione dell'attività presso altra sede, sita in Lido Adriano, Via Rossini n. 40, chiedendo una misura idonea a preservare la situazione di fatto e a consentire la continuità dell'attività nelle more della definizione del merito. Il testo non specifica i motivi di illegittimità dedotti contro gli atti amministrativi né il contenuto della controversia sostanziale.

La decisione

Il Consiglio di Stato, con delibazione propria della fase cautelare, ha accolto la domanda di sospensione ai sensi e nei limiti indicati in motivazione. Il Collegio ha ritenuto opportuno sospendere l'efficacia della sentenza impugnata per mantenere inalterata la situazione di fatto e consentire la continuità dell'attività fino alla decisione di merito, valorizzando anche la circostanza allegata dall'appellante relativa alla delocalizzazione in corso presso altra sede. Le spese della fase cautelare sono state compensate. Il fascicolo deve essere sottoposto al Presidente titolare per la fissazione dell'udienza di merito.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    La norma è richiamata quale base processuale della domanda cautelare proposta in appello; il testo non esplicita ulteriormente la relativa interpretazione.

Massime di principio

  • In appello, il giudice amministrativo può sospendere cautelarmente l'efficacia della sentenza impugnata, nelle more della decisione sul merito, quando il bilanciamento complessivo degli interessi renda opportuno preservare la situazione di fatto e assicurare la continuità dell'attività interessata.
  • La rappresentazione documentata o allegata della delocalizzazione dell'attività in altra sede può concorrere, nel giudizio cautelare, alla valutazione dell'opportunità di sospendere l'efficacia della sentenza impugnata, in funzione della continuità dell'attività e della stabilità della situazione di fatto.

Come è indicizzato

MaterieTutela cautelareAppelloSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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