Sentenza n. 927/2026 - Latina, Sezione 1
per l'annullamento - della deliberazione della Giunta comunale di Formia n. 25 del 3 marzo 2015 avente ad oggetto: “concessioni demaniali marittime ex art. 4 Regolamento Gestione - Contenzioso attinente bando per assegnazione indetto ex del G.C. 141/07 - Provvedimenti”; - dell’allegata proposta di deliberazione del dirigente del settore urbanistica ed edilizia e dell’assessore all’urbanistica n. 5 del 27 febbraio 2015;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: deliberazione della Giunta comunale di Formia n. 25 del 3 marzo 2015 e proposta allegata, recanti l’indirizzo di annullare in autotutela la procedura di gara per l’affidamento di concessioni demaniali marittime e le aggiudicazioni provvisorie
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le società ricorrenti hanno impugnato gli atti con cui il Comune di Formia aveva disposto l’indirizzo di annullare in autotutela la procedura di gara per l’affidamento di concessioni demaniali marittime, indetta con determinazione dirigenziale del 16 marzo 2010, nonché le conseguenti aggiudicazioni provvisorie. Il testo precisa che il ricorso era fondato su una pluralità di motivi di diritto, non ulteriormente specificati nella decisione. Nelle more, uno degli operatori aveva impugnato anche il successivo provvedimento dirigenziale attuativo di annullamento della procedura; tale giudizio era stato definito con sentenza del TAR, confermata dal Consiglio di Stato. Dichiarata la definitività dell’annullamento della procedura e delle aggiudicazioni provvisorie, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito sugli atti presupposti oggetto del presente giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La definitività dell’annullamento in autotutela della procedura di affidamento e delle relative aggiudicazioni provvisorie ha fatto venir meno l’utilità concreta e attuale di una pronuncia sugli atti presupposti impugnati. Il giudice ha quindi definito il giudizio senza esaminare i motivi di legittimità dedotti. Le spese di lite sono state integralmente compensate ed è stata dichiarata l’irripetibilità del contributo unificato.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con declaratoria di improcedibilità, applicata in ragione della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nell’ambito della definizione del giudizio.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.
Massime di principio
- Quando, dopo la proposizione del ricorso, un provvedimento successivo e ormai definitivo determina il consolidamento dell’effetto lesivo o il ritiro della procedura amministrativa oggetto della controversia, il ricorrente può perdere l’interesse concreto e attuale alla decisione sugli atti presupposti; il giudice deve dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare i motivi di legittimità.
- La dichiarazione della parte circa la sopravvenuta carenza di interesse, se coerente con l’intervenuta definitività degli atti successivi che hanno privato il ricorso di utilità concreta, giustifica la definizione del giudizio per improcedibilità.
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