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Ordinanza

Ordinanza n. 1097/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202601742

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza semplificata del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, Sez. III, n. 169/2026, parzialmente favorevole nel giudizio sulla concessione demaniale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente concedente e concorrente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa titolare della concessione ha proposto appello contro la sentenza del TAR che aveva parzialmente accolto il ricorso di primo grado. Ha chiesto, in via cautelare, la sospensione dell'efficacia della sentenza. Il Comune di Positano, costituitosi, ha proposto appello incidentale con autonoma istanza cautelare; anche la società concorrente si è costituita proponendo appello incidentale. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che la controversia riguarda l'obbligo del Comune di indire senza indugio la gara, o le gare, per l'assegnazione delle concessioni relative a un'area demaniale e la qualificazione della proroga rilasciata all'impresa appellante, che quest'ultima evidentemente intendeva conservare o far valere. Il Consiglio di Stato ha rilevato, in sede sommaria, che la proroga non è qualificabile come proroga tecnica. La società concorrente ha inoltre un interesse concreto a partecipare alla gara, al di là della mera vicinitas commerciale.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto sia l'istanza cautelare dell'appellante principale sia quella del Comune di Positano, appellante incidentale, ritenendo insussistente il fumus boni iuris richiesto dall'art. 98 c.p.a. Quanto all'appellante principale, la proroga rilasciata non presenta, allo stato della cognizione cautelare, i caratteri della proroga tecnica. Quanto al Comune, il Collegio ha ritenuto che l'amministrazione sia tenuta a procedere senza indugio all'indizione della gara o delle gare per l'assegnazione delle concessioni. È stata lasciata ferma soltanto la possibilità per il Comune di valutare l'eventuale sussistenza dei presupposti per il rilascio di un'effettiva proroga tecnica, purché dotata delle caratteristiche proprie di tale istituto. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione delle peculiarità della fattispecie. L'ordinanza non definisce il merito degli appelli.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    insussistenza dei presupposti per accogliere le istanze di sospensione della sentenza appellata

    La sospensione cautelare della sentenza appellata richiede la sussistenza dei presupposti cautelari, tra cui un adeguato fumus boni iuris; nella specie tale requisito è stato ritenuto insussistente per entrambe le istanze.

  • d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104

    È il codice del processo amministrativo, richiamato quale fonte dell'art. 98 c.p.a.

Massime di principio

  • La proroga di una concessione demaniale non può essere qualificata come proroga tecnica quando non presenta le caratteristiche proprie e i presupposti specifici di tale istituto.
  • L'amministrazione concedente è tenuta a procedere senza indugio all'indizione della gara, o delle gare, per l'assegnazione delle concessioni demaniali, salva la possibilità di valutare il rilascio di un'effettiva proroga tecnica quando ne ricorrano concretamente le condizioni.
  • Nella fase cautelare d'appello, la sospensione della sentenza appellata può essere negata per difetto di fumus boni iuris anche senza una definizione anticipata delle questioni di merito.
  • Un operatore economico interessato all'assegnazione di una concessione demaniale vanta un interesse concreto a concorrere alla gara, non riducibile alla sola vicinitas commerciale.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareConcorrenza ed evidenza pubblicaEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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