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Ordinanza

Ordinanza n. 2613/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche, Sezione Seconda, n. 98/2026, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202604829

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Marche, Sez. II, che aveva respinto la domanda cautelare contro il diniego comunale all'installazione di una stazione radio base

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha appellato l'ordinanza cautelare del TAR Marche che aveva negato la sospensione degli atti comunali con cui era stata inibita l'installazione di una stazione radio base per telefonia mobile, costituita da un palo di trenta metri con pennone di sei metri e area apparati a terra. L'intervento, previsto in sostituzione di un impianto di minori dimensioni collocato in altra area, avrebbe dovuto essere realizzato in strada Monte d'Ago, in prossimità di un analogo impianto di Inwit, all'interno di un'area sottoposta a vincolo paesaggistico ai sensi del D.M. 10 maggio 1960. Il diniego comunale era coerente con i pareri negativi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Il TAR aveva ritenuto non apodittico né stereotipato il giudizio negativo, poiché riferito alla specifica ubicazione dell'opera, alla sua notevole consistenza e alla vicinanza con l'impianto già esistente. L'appello cautelare contestava tale valutazione, deducendo motivi diretti a sostenere la sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora.

La decisione

Il Consiglio di Stato, ai sensi dell'art. 62 c.p.a., ha respinto l'appello cautelare. In sede di sommaria delibazione ha condiviso la motivazione del TAR, ritenendo che la domanda cautelare non fosse assistita dal necessario fumus boni iuris. Il giudizio negativo paesaggistico è stato ritenuto specifico e riferito alla concreta ubicazione dell'impianto, alle sue rilevanti dimensioni e alla prossimità di un altro impianto, in relazione al particolare pregio panoramico dell'area vincolata. Esclusa la sussistenza del fumus, il Collegio ha ritenuto non rilevanti i motivi di periculum dedotti dalla società. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare; il Consiglio di Stato ha effettuato una sommaria delibazione e ha respinto l'appello per carenza del fumus boni iuris.

  • D.M. 10 maggio 1960

    la località denominata Monte D'Ago [...] ha notevole interesse pubblico perché con le sue ville circondate da parchi costituisce un quadro naturale di non comune bellezza panoramica

    Costituisce il vincolo paesaggistico posto a tutela del pregio panoramico e dei punti di vista sull'area interessata dall'installazione.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, il giudice effettua una sommaria delibazione della fondatezza delle censure e può respingere la domanda quando manchi il fumus boni iuris, senza dover esaminare autonomamente il periculum in mora.
  • Il diniego paesaggistico relativo a un'infrastruttura di telecomunicazioni non è apodittico o stereotipato quando considera la concreta ubicazione dell'opera, le sue dimensioni, la presenza di impianti vicini e le caratteristiche panoramiche specificamente tutelate dal vincolo.
  • La sostituzione di un impianto preesistente di minori dimensioni non rende irrilevante, ai fini della valutazione paesaggistica, la diversa localizzazione del nuovo impianto né il suo maggiore impatto visivo.

Come è indicizzato

MaterieTelecomunicazioni e impianti radioAutorizzazione paesaggisticaTutela cautelare
RamiEnergia, infrastrutture e comunicazioniBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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