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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43258/2023 del 24/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di rescissione del giudicato relativa alla sentenza emessa dal Tribunale di Ancona (fatti fino al 25 maggio 2015). Il ricorrente ha dedotto di non avere effettiva conoscenza del provvedimento definitivo perché si era trasferito in Francia nel novembre 2015 e riteneva il procedimento concluso; perciò chiedeva la rescissione del giudicato per mancata conoscenza entro i termini.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia provato la tempestività della domanda rispetto al momento dell'effettiva conoscenza del provvedimento, come richiesto dall'art. 629-bis cod. proc. pen. In subordine, valutando il merito, la Corte ha ritenuto infondata la domanda perché il prevenuto aveva avuto modo di conoscere e partecipare al processo (aveva nominato un difensore di fiducia ed eletto domicilio presso il suo studio, dove erano state effettuate le notifiche). Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare la somma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    La norma impone il termine perentorio di 30 giorni per proporre l'istanza di rescissione del giudicato a decorrere dalla data di effettiva conoscenza del provvedimento che ha dato luogo all'arresto; il ricorrente ha l'onere di provare rigorosamente la mancata conoscenza o il momento della conoscenza effettiva.

  • Giurisprudenza: Sez. 2, Sentenza n. 7485 del 18/01/2018 (Rv. 272468 - 01)

    Principio richiamato secondo cui chi chiede la rescissione del giudicato deve allegare elementi precisi e rigorosi idonei a comprovare la tempestività della domanda rispetto al momento dell'effettiva conoscenza del procedimento.

Massime di principio

  • La richiesta di rescissione del giudicato è sottoposta a un termine perentorio (30 giorni dalla conoscenza effettiva): il ricorrente deve provare con documenti o elementi concreti quando ha avuto conoscenza del provvedimento.
  • La mancata contestazione e documentazione della tempestività rispetto al momento della conoscenza comporta inammissibilità per genericità: il giudice può rifiutare il riesame senza entrare nel merito.
  • La nomina di un difensore e l'elezione di domicilio presso il suo studio fanno presumere l'effettiva conoscenza delle notifiche; in mancanza di prova contraria, le notifiche effettuate a quel domicilio sono considerate valide.
  • Se si è trasferiti all'estero o si contesta di non aver ricevuto comunicazioni, occorre produrre certificazioni (iscrizione AIRE, raccomandate non ritirate, attestazioni consolari, documenti di soggiorno all'estero) o altri elementi probatori che fissino la data di effettiva conoscenza.
  • In sede di impugnazione in Cassazione è cruciale affrontare e confutare preliminarmente ogni motivo di inammissibilità indicato dalla Corte territoriale; limitarsi a contestare solo il merito senza provare la tempestività espone a rigetto per genericità.
  • La proposizione infondata o genericamente fondata del ricorso può comportare condanna alle spese e, in presenza di colpa nella proposizione dell'impugnazione, il pagamento di una somma a titolo di ammenda.

Testo integrale

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