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Sentenza

Sentenza n. 16619/2026 - Roma, Sezione 3Q

Giustizia amministrativa202605998

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Determinazione regionale di gara relativa al Lotto 2 e diniego parziale di accesso agli atti della procedura

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

So.Ge.Si. S.p.A. aveva impugnato la determinazione della Regione Lazio n. G04595 del 9 aprile 2026, relativa alla procedura identificata dal CIG 9892202754, e, con motivi aggiunti, la medesima determinazione per il Lotto 2 e il provvedimento del 19 maggio 2026 che aveva accordato solo parzialmente l’accesso agli atti richiesto il 30 aprile 2026. Il testo non espone i motivi di merito dedotti. Con dichiarazione depositata il 29 settembre 2026, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, in ragione dell’esito del giudizio definito dal Consiglio di Stato con sentenza n. 6647/2026, pubblicata il 25 agosto 2026, e dei conseguenti provvedimenti amministrativi.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso introduttivo e i motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito le censure contro gli atti di gara e l’accesso parziale. Ha ritenuto che, a fronte dell’espressa dichiarazione della ricorrente di non voler più ottenere una decisione e in assenza di diverse richieste avversarie, il giudice non possa procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, ma debba prendere atto della dichiarazione. Spese compensate fra tutte le parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    In applicazione del richiamato principio, il ricorso e i motivi aggiunti vanno dichiarati improcedibili per sopravvenuto difetto di interesse.

    La sopravvenuta mancanza di interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso e dei motivi aggiunti.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    nel processo amministrativo, in assenza di repliche e/o diverse richieste ex adverso, vige il principio dispositivo in senso ampio, nel senso che la parte ricorrente, sino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione, ha la piena disponibilità dell’azione e può dichiarare di non avere interesse alla decisione, in tal modo provocando la presa d’atto del giudice, il quale, non avendo il potere di procedere di ufficio, né quello di sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell’interesse ad agire, non può che dichiarare l’improcedibilità del ricorso

    Il giudice deve prendere atto della dichiarazione della parte ricorrente che, prima che la causa sia trattenuta in decisione, dichiari di non avere più interesse; in assenza di contestazioni o richieste contrarie, non può decidere d’ufficio il merito né rivalutare l’interesse ad agire.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, se il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione prima che la causa sia trattenuta in decisione e non vi sono repliche o richieste contrarie, il giudice deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare improcedibile il ricorso, senza decidere il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàProcedura di garaAccesso agli atti di gara
RamiProcesso amministrativoContratti pubblici
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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