Sentenza n. 11538/2026 - Roma, Sezione 1Q
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sanzione pecuniaria e interdittiva ANAC, nonché provvedimento di decadenza dell'attestazione di qualificazione SOA e relativi atti procedimentali
Esito
Favorevole al resistente (SOA e autorità indipendente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ha impugnato la delibera ANAC con cui le erano state applicate una sanzione pecuniaria di 2.000 euro e l'interdizione dalla partecipazione alle procedure di affidamento dei contratti pubblici, nonché il provvedimento della SOA di decadenza dell'attestazione di qualificazione e gli atti di avvio dei relativi procedimenti. In vista dell'udienza pubblica, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, qualificando tale situazione come cessazione della materia del contendere. Dal testo non risultano esaminati motivi di illegittimità sostanziale, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.
La decisione
Il TAR ha escluso la cessazione della materia del contendere, rilevando che il rilascio di una nuova attestazione era intervenuto a seguito della presentazione di una nuova domanda e non aveva determinato il venir meno della contestazione degli atti impugnati, tanto che Attesta e ANAC avevano continuato a resistere alla domanda di annullamento. Tuttavia, il giudice ha preso atto della dichiarazione della ricorrente di avere perduto interesse alla definizione del giudizio, sottolineando che la parte dispone dell'azione fino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione e che il giudice non può sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della peculiarità e dell'andamento della vicenda.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l'improcedibilità del ricorso.
art. 100 c.p.c.
L'interesse ad agire deve sussistere e può venir meno nel corso del giudizio; la parte può dichiarare di non avere più interesse alla coltivazione dell'azione.
art. 94, comma 5, lett. f), d.lgs. 36/2023
Richiamato quale fondamento della misura interdittiva impugnata; la sentenza non ne esamina l'applicazione sostanziale.
art. 11, comma 7, Allegato II.12 al d.lgs. 36/2023
Richiamato quale base del procedimento SOA volto all'accertamento del mantenimento dei requisiti e alla decadenza dell'attestazione; la sentenza non ne esamina la legittimità sostanziale.
artt. 7 e ss. l. 241/1990
Richiamati quali disposizioni relative all'avvio dei procedimenti impugnati; la sentenza non esamina specifiche violazioni procedimentali.
Massime di principio
- La sopravvenuta dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, quando la parte disponga ancora dell'azione al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione.
- Il giudice amministrativo non può procedere d'ufficio alla valutazione sostitutiva dell'interesse ad agire né imporre alla parte la prosecuzione del giudizio contro la sua dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.
- Il rilascio di un nuovo titolo o provvedimento amministrativo conseguente alla presentazione di una nuova domanda non determina, di per sé, la cessazione della materia del contendere rispetto all'atto precedentemente impugnato, soprattutto quando l'amministrazione continui a resistere alla domanda di annullamento.
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